Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

LA TRAGEDIA AL CREMONA CIRCUIT

Travolto in pista: «Impossibile schivare Rolando»

Il motociclista bergamasco Giuseppe Racco accusato di omicidio colposo, la difesa: «Quarantacinque metri in 1,8 secondi, un tempo troppo breve per accorgersi del pericolo»

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

18 Febbraio 2026 - 20:28

Travolto in pista: «Impossibile schivare Rolando»

SAN MARTINO DEL LAGO - «Un tempo troppo breve per avere la percezione del pericolo: non c’è stata possibilità di schivare Rolando». Lo ha detto oggi Alghero Vincenti, ingegnere ricostruttore cinematico, l’esperto messo in campo dalla difesa del motociclista bergamasco Giuseppe Racco, ‘Beppe Power 223’ il suo nome ‘di battaglia’ nelle competizioni. Racco è accusato di omicidio colposo, la morte del pilota Davide Rolando, 47 anni, casa a Villar Dora (Torino), nome di battaglia ‘Il Cecchino’, investito e ucciso poco dopo le 16 del 7 maggio 2023 durante una corsa al Cremona Circuit di San Martino del Lago dove si stavano svolgendo le prove libere.

C’è un video. Rolando era sposato e papà di due figlie piccole. Dopo aver passato la curva 3, sul rettilineo prima della curva 4, Rolando ha perso il controllo della sua moto, ed è stato «disarcionato». La Bmw 1000 si è impuntata, il pilota è caduto, volando dall’altra parte e fermandosi a bordo pista, mentre la sua moto è scivolata per alcuni metri dalla parte opposta.

La pista del Circuit ha una ampiezza di 12 metri. Nonostante la botta forte, Rolando si stava rialzando. Nel frattempo, in mezzo alla pista è passato un motociclista che ha rallentato, poi un altro ancora. Ha rallentato anche lui. Quindi Racco, il quale, invece, ha preso in pieno il pilota. Rolando non ha avuto scampo. L’impatto è stato devastante. In pista si sono precipitati i medici rianimatori, l’infermiera, gli operatori di Cremona Soccorso.

I soccorritori hanno praticato le manovre di rianimazione. Tutto inutile, purtroppo. Intorno alle 16.40 è stato dichiaro il decesso del pilota. Per l’ingegnere Cinzia Cardigno, consulente tecnico della Procura, «il pilota bergamasco aveva la possibilità di vedere Rolando» e, quindi, di evitarlo. Di tutt’altro parere è il collega Vincenti, arrivato alla conclusione dopo aver preso visione delle due moto, dopo aver analizzato i frame dei video delle quattro telecamere del circuito e aver effettuato una simulazione tridimensionale.

Nell’inserimento della curva, Racco si trova a sinistra la moto di Rolando, a destra il pilota a terra, in mezzo l’inserimento di un’altra moto. Secondo Vincenti, il pilota ha avuto «un tempo troppo breve per accorgersi della presenza del motociclista e poterlo schivare. Quarantacinque metri di distanza dal corpo e 1,8 secondi: questo è il tempo e lo spazio che Rolando, una volta terminata la curva, aveva a disposizione per percepire il pericolo ed evitare l’investimento. «Troppo poco».

Le telecamere avevano ripreso la scena. Ma secondo Vincenti, diversamente da quanto ha sostenuto la collega Cardigno, «ci si doveva mettere nella prospettiva della visione della strada da come la vedeva il motociclista bergamasco. Neppure i direttori di gara, dalle loro postazioni, erano riusciti ad avvisarlo in tempo». Il processo è stato aggiornato al 9 giugno, giorno delle conclusioni e della sentenza.

Rolando correva dal 2017 nella categoria Race Attack. Tre anni fa, lo aveva pianto, in una nota, il Comitato Regionale Velocità Piemonte. «Ricordiamo con affetto Davide - il messaggio del comitato - che disputò alcune gare del nostro Campionato Regionale CRV Piemonte, cogliendo un ottimo terzo posto della Classe 600 Expert a Franciacorta nella quarta prova del CRV Piemonte 2018».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400