L'ANALISI
LUTTO E CORDOGLIO
17 Febbraio 2026 - 16:58
Monsignor Soldi con don Foglia
CREMONA - «Sono legato a don Giuseppe dall'anno in cui sono diventato prete, il 1980». Incomincia così il ricordo di monsignor Soldi da parte del parroco di Sant'Abbondio suo successore, don Andrea Foglia.
Allora la sua nonna venne ricoverata all'Opera Pia di Castelverde, dove don Soldi era parroco e dove si incontrarono. Dopo gli studi a Roma, nel 1984, don Foglia divenne parroco di Gadesco; don Soldi vi aveva celebrato la prima Messa (1957) e tornava volentieri in paese. Poi, assunta la direzione dell'Archivio storico diocesano, don Foglia andò ad abitare con la mamma in via Gerolamo da Cremona e spesso celebrava in Sant'Abbondio.
Date le sue competenze, don Soldi lo coinvolse nei restauri, nella pubblicazione conclusiva di un grande volume storico-artistico e nella realizzazione del Museo lauretano.
«Spesso mi tratteneva a pranzo. La mia vita è stata tutta un po' segnata dall'amicizia con don Giuseppe, fino a quando, senza che lo avessi immaginato, monsignor Lafranconi mi offrì di succedergli, nel 2010, come parroco di Sant'Abbondio».
«Nei miei confronti è sempre stato – ricorda – pieno di attenzioni e di premure, ed io gli chiesi, dopo la rinuncia, di restare a Sant'Abbondio. Mi rispose: rimango solo ad un patto: che mi dai del tu».
Per oltre dieci anni don Foglia e don Soldi hanno condiviso quotidianamente il pranzo, anche con i vicari che si sono susseguiti. E quella di don Giuseppe «era una presenza tutt'altro che insignificante», fino alla «sofferta decisione» del ricovero nel 2023.
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