L'ANALISI
CREMONA
17 Febbraio 2026 - 13:35
Il tribunale di Cremona
CREMONA - Giovedì 13 ottobre 2022, ore 14.15: nel piazzale delle Tranvie va in scena un regolamento di conti. Due giovani indiani vengono accerchiati dal branco: 8 bulli, due maggiorenni e sei minorenni. Calci, pugni, sprangate. Uno degli indiani finisce in ospedale con il naso rotto e le vertebre fratturate: 30 giorni di prognosi.
Oggi il tribunale ha condannato a 2 anni e 9 mesi uno dei maggiorenni, un marocchino 19enne all’epoca dei fatti, per lesioni aggravate, porto abusivo di arma e minacce aggravate. È invece caduta l’accusa di rapina del telefonino strappato a una delle vittime, reato per il quale i violenti erano stati arrestati: 5 minorenni erano finiti al Beccaria.
Ai domiciliari era stato mandato il coimputato maggiorenne senegalese, oggi assolto da tutti i reati. I 18 anni li aveva festeggiati il giorno prima del pestaggio nel piazzale delle Tranvie. Ma quel giovedì il ragazzo non era lì. Studente alle superiori, era rimasto a casa da scuola. Al processo, l’avvocato Michele Barrilà ha portato a testimoniare il padre, che aveva firmato la giustifica per la scuola, e il fratello.
«Cinque testimoni, tra cui il padre e il fratello, hanno confermato che il ragazzo non era presente nel piazzale delle Tranvie», ha detto il difensore. Per quanto riguarda il reato di rapina, è caduto «per il semplice fatto che non c’è stata alcuna rapina. Il telefonino era stato preso solo per danneggiarlo, tant’è che era stato gettato a terra», ha proseguito l’avvocato.
Il Tribunale depositerà la motivazione della sentenza entro 30 giorni.
‘Tiranga’: così si chiama la bandiera indiana. Così, quattro anni fa, la squadra mobile aveva chiamato l’operazione sfociata negli arresti della gang di giovani e giovanissimi, ai primi di dicembre.
Chi ha indagato aveva anche monitorato i social: su Instagram i bulli irridevano i poliziotti. «Missione fallita, oggi non ci siamo», «Sanno che sono stato io, ma non sanno come».
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