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Tempi dilatati per il ponte, ma c’è il fondo ‘ristori’

L’annuncio del presidente della Provincia Mariani. Costi e prospettive

Jacopo Orlo

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redazione@laprovinciacr.it

17 Febbraio 2026 - 08:11

Tempi dilatati per il ponte, ma c’è il fondo ‘ristori’

CALVATONE - Rallentamenti sui tempi previsti per l’iter di ristrutturazione del ponte, e l’annuncio di un “fondo ristoro” per le attività commerciali danneggiate dalla chiusura dell’infrastruttura.

All’incontro pubblico alla sala civica ‘Bruno Tosatto’ di ieri pomeriggio organizzato dalla Provincia di Cremona insieme al Comune, l’ente guidato dal presidente Roberto Mariani ha fornito aggiornamenti ai cittadini delle due comunità sull’opera chiusa dal 9 giugno 2023.

ponte

Davide Pisana, Monica De Pieri, Valeria Patelli, Roberto Mariani e Enrico Volpi

A illustrare ad un folto e inquieto pubblico le novità il consigliere Enrico Volpi in rappresentanza della Provincia di Mantova, i sindaci Valeria Patelli di Calvatone e Monica De Pieri di Acquanegra Sul Chiese, i tecnici del Settore Infrastrutture Stradali della Provincia di Cremona l’architetto Giulio Biroli e l’ingegnere Davide Pisana, responsabile unico del progetto. Tra i presenti anche Enrico Tavoni e Alvaro Busi del comitato ‘Gruppo Ponte’ e alcuni consiglieri regionali e parlamentari del territorio.

pubblico

L’incontro si pone in una serie di appuntamenti tra gli enti coinvolti e la cittadinanza dei due comuni avuti nel corso dei mesi.

Sono stati così spiegati gli sviluppi tecnici e amministrativi più recenti del nuovo ponte tipo ‘Bailey’ dal costo totale previsto di 2 milioni e 350mila euro; con gli oneri probabilmente destinati a salire a causa del ritardo.

«Il 19 dicembre 2025 sono state emanate nuove linee guida di valutazione che hanno rallentato l’iter procedurale sulla realizzazione dei ponti smontabili in acciaio» ha detto l’ingegnere Pisana nell’illustrare lo stato dell’arte dei lavori. Il nodo è dovuto all’aggiornamento normativo. «La verifica dell’idoneità all’impiego del materiale costituente l’impalcato è di competenza delle forze armate. Lo stop è stato dovuto all’attesa delle nuove linee guida per ottenere tale attestato di idoneità all’impiego».

Da qui il tentativo dell’ente provinciale, in carico del progetto esecutivo, di rispettare il cronoprogramma originario cercando di sollecitare l’esercito, inviando le proposte di integrazioni delle verifiche di laboratorio.

I prossimi passi, quindi, dopo l’ottenimento dell’idoneità all’impiego del materiale dell’impalcato, sarà «la redazione del fascicolo dell’opera e la formalizzazione della convenzione con l’esercito per la posa del ponte; a quel punto l’iter entrerà nella fase progettuale, con la redazione del progetto esecutivo

La dilatazione, dunque, dei tempi dell’approvazione del progetto, alla luce delle novità tecniche esposte, ha così portato la Provincia di Cremona a offrire la sua disponibilità alle realtà produttive del territorio di interesse. «Avevamo avanzato a Regione Lombardia una richiesta di ristoro per le attività commerciali che purtroppo hanno subito danni dovuti alla chiusura del ponte – ha spiegato Mariani –. Purtroppo, anche l’ordine del giorno proposto dai consiglieri di minoranza Matteo Piloni e Marco Carra ha ricevuto esito negativo. Abbiamo quindi deciso di destinare una parte del bilancio provinciale per dare ristoro agli esercizi, attraverso un bando per le attività produttive di Calvatone. Abbiamo ritenuto corretto fare questo gesto per dare un segnale a queste realtà colpite dal danno».

L’assemblea ha visto poi momenti accesi di confronto tra alcuni cittadini spazientiti desiderosi di risposte e i rappresentanti istituzionali; come ad esempio l’adozione di procedure d’emergenza per velocizzare l’iter, o la raccolta firme del comitato per la riapertura del ponte.

Patelli ha quindi sottolineato la volontà di unire le energie tra le diverse forze politiche in gioco, «affinché questa collaborazione con le forze armate ottenga le linee guida in tempi celeri», e invitato ad andare oltre le polemiche «ed essere fiduciosi di coinvolgere i comuni per trovare una soluzione condivisa».

Infine, Tavoni ha chiesto un nuovo incontro pubblico con la presenza delle forze armate sul tema.

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