L'ANALISI
24 Gennaio 2026 - 05:10
CREMONA - «Chiediamo un aggiornamento sui tempi di realizzazione del nuovo ponte, che secondo i nostri calcoli è già in ritardo di sei, otto mesi sul cronoprogramma. In paese hanno già chiuso cinque attività e la situazione è ormai al limite della sopportazione». Enrico Tavoni, portavoce del comitato 'Ridateci il ponte', esprime tutto il suo rammarico per i ritardi nel ripristino della viabilità sul fiume Oglio tra Calvatone e Acquanegra sul Chiese, con lo storico ponte in ferro chiuso dal giugno 2023.
Il dato che preoccupa di più, perché in costante aggiornamento, è quello delle chiusure: in tre anni, soltanto a Calvatone, hanno già chiuso quattro attività. Si tratta di due tabaccherie, un bar e una pizza al taglio. E sull’altra sponda, ad Acquanegra sul Chiese, ha abbassato la saracinesca la storica trattoria 'Al ponte', la cui riapertura al momento è rimandata a data da destinarsi.
«Adesso che ci sono le linee guida – prosegue il comitato – speriamo che la situazione prenda una piega diversa. Ci aspettavamo anche una riunione in paese da parte della Provincia di Cremona nei mesi scorsi, ma non si è visto nessuno».
Proprio dalla Provincia arriva la precisazione: «La riunione non è stata organizzata perché lo scorso autunno eravamo in attesa della pubblicazione delle linee guida per i ponti bailey e quindi non ci sarebbe stato nulla di nuovo da dire. Ora le linee guida sono state rese note ma manca ancora la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Nel frattempo ci sono stati incontri tecnici e la nostra intenzione è quella di proseguire l'iter senza perdere ulteriore tempo».
L'originario ponte in ferro, costruito nel 1909, ha subito nel tempo numerosi interventi di modifica, necessari a causa delle lesioni dovute ai due conflitti mondiali e alle mutate necessità di transito dei mezzi, diventati nel tempo sempre più pesanti. L'attuale stato di conservazione mostrava evidenti ammaloramenti, diffusi a tutte le componenti metalliche della struttura, dagli elementi costituenti le pile ai nodi del reticolo portante. A seguito delle criticità emerse, il ponte è chiuso dal 9 giugno 2023 e verrà parzialmente demolito, visto che dall’11 agosto 2022 è stato dichiarato da Regione Lombardia di interesse culturale. Il quadro economico complessivo è di 2 milioni e 350mila euro: i lavori soggetti a ribasso d'asta ammontano a 1 milione e 245mila euro, i costi della sicurezza non soggetti a ribasso valgono 55mila euro.
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