L'ANALISI
16 Febbraio 2026 - 15:18
TICENGO - Dalla Corte dei conti, in particolare dalla sezione lombarda, arriva l’invito all’amministrazione comunale del paese a migliorare la riscossione degli arretrati della Tassa sui rifiuti. Ma anche a prestare attenzione all’applicazione della normativa sull’accantonamento al fondo garanzia per i debiti commerciali. In particolare, il fondo rappresenta una riserva obbligatoria nel bilancio dell’ente. Il Comune, in buona sostanza, deve mettere da parte una cifra, nel caso non riesca a pagare i fornitori nei tempi previsti dalla legge.
Per la Tari, la Corte registra che «dai dati, risulta una bassa percentuale di riscossione in conto residui. Nel 2021 il 17,08 %, nel 2022 il 29,99 %, nel 2023 l’8,66 %, nel 2024 il 29,75%. In miglioramento, nel secondo biennio, la riscossione in conto residui dell’Imu (2021: 23,41%; 2022: 22,15%; 2023: 47,82%; 2024: 64%). In crescita l’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità». Sulla Tari, il Comune ha risposto alla richiesta di chiarimenti dell’ente, comunicando di aver concesso la rateizzazione per riscuotere gli importi 2020-2023 e di provvedere entro l’anno agli accertamenti esecutivi, per quelli 2020-2022.
In merito all’accantonamento del fondo, «dall’esame dei rendiconti — scrivono dalla Corte — viene registrato solo nel 2022 per 4.697,78 euro, poi eliminato nel corso del 2023. Sulla base dei dati trasmessi in sede istruttoria, l’ente avrebbe dovuto riportare l’accantonamento al fondo di garanzia debiti commerciali nei rendiconti 2021, 2022 e 2023, avendo comunicato un indice di ritardo pari a 29 giorni nel 2020, 8 giorni nel 2021, 3 nel 2022 e zero nel 2023» . Di qui l’invito all’amministrazione «a porre attenzione alla corretta applicazione della disciplina sull’accantonamento».
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