L'ANALISI
14 Febbraio 2026 - 18:38
Gli ospiti cinesi nella biblioteca del liceo Manin
CREMONA - Hanno disseminato per la scuola cartigli rossi per festeggiare il Capodanno cinese, che quest’anno coincide con il “nostro” Martedì grasso. Hanno lavorato sui caratteri e sugli ideogrammi che significano fortuna, elaborando anche l’immagine del cavallo, simbolo del 2026: è infatti l’anno del Cavallo.

Gli studenti del corso di cinese della professoressa Silvia Galli, al liceo Manin, hanno fatto sentire a casa gli ospiti: un gruppo di ragazze e ragazzi provenienti dall’Università di Canton, con cui l’istituto di via Cavallotti ha avviato un progetto di scambio culturale. Dopo la permanenza degli studenti cinesi in città, spetterà ai ragazzi del Manin volare in Cina.
«Per noi il Capodanno è un po’ come il vostro Natale — spiega una delle studentesse in un italiano fluente —. La sera della vigilia ci ritroviamo in famiglia e ci facciamo gli auguri. Fra i piatti tipici ci sono i ravioli a forma di monete. Al centro della tavola si mette un pesce: mangiare pesce per Capodanno porta ricchezza e abbondanza».
A spiegare questa connessione è Silvia Galli, che osserva: «Il suono della parola “pesce” e quello di “abbondanza” sono simili: da qui la tradizione di mangiare pesce».
Come per tutte le feste di inizio anno, si cerca di predire ciò che accadrà, di immaginare che cosa i prossimi 365 giorni offriranno. «L’anno del Cavallo, per di più un Cavallo infuocato, è un anno che si compie sotto il segno del cambiamento — continua Galli —. Indica un cambiamento radicale, speriamo bene».

E un po’ di scaramanzia e cautela non guastano, visti i tempi che corrono. Tommaso indossa una felpa Adidas in stile cinese: «L’ho comprata l’anno scorso in Cina — racconta —. È stata bella l’esperienza di ospitare in casa un ragazzo cinese, fra l’altro figlio di ristoratori. In occasione del Capodanno ci ha preparato il tipico menù della festa».
Sara sottolinea come avere la possibilità di condividere una decina di giorni con coetanei provenienti dalla Cina renda più incisivo lo studio della lingua e della cultura di un Paese così lontano dal nostro. «È bello osservare come ragazzi di culture differenti sappiano interagire e come la curiosità reciproca contribuisca a costruire relazioni e a far crescere i nostri studenti — commenta la preside Maria Grazia Nolli —. Gli scambi culturali accrescono l’intera comunità scolastica e ci permettono di aprirci sempre più al mondo».
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