L'ANALISI
13 Febbraio 2026 - 15:52
Piloni, Uggetti e Bonaldi
CREMA - Ieri sera a Crema, presso il Bar Gallery in via Mazzini, si è tenuta la presentazione del libro “Storia di un sindaco. Da San Vittore all’assoluzione” di Simone Uggetti, ex sindaco di Lodi. L’evento ha registrato una partecipazione numerosa e attenta, diventando un momento di confronto e riflessione.
L’incontro è iniziato con i saluti di Daniele Qalliaj, coordinatore del PD cremasco, della segretaria del circolo PD di Crema Cecilia Brambini e del sindaco di Crema Fabio Bergamaschi.
A dialogare con l’autore sono stati Matteo Piloni, consigliere regionale, che ha sottolineato la necessità di evitare che politica, magistratura e media vengano usati per demonizzare l’avversario, e Stefania Bonaldi, membro della segreteria nazionale del Pd, che ha ricordato la propria esperienza quando era Sindaca di Crema. Entrambi hanno approfondito i temi centrali del libro durante la presentazione.
Uggetti ha ripercorso la propria vicenda giudiziaria, iniziata con l’arresto e la detenzione a San Vittore il 3 maggio 2016 e conclusasi, dopo sette anni, con l’assoluzione completa. Il racconto personale si è intrecciato a una riflessione più ampia sul tema della giustizia e sulle conseguenze umane e istituzionali di vicende giudiziarie simili.
«Bisogna abbreviare i tempi dei processi e limitare al massimo la carcerazione preventiva – ha dichiarato Uggetti –. L’arresto è arrivato con una forza tempestosa assoluta e ha travolto la mia vita e quella della comunità. Essere arrestati per un’ipotesi di turbativa d’asta su una gara da 5mila euro è un’assurdità. Privare una persona della libertà personale è un potere formidabile, che deve essere usato con cautela e nel pieno rispetto della Costituzione. Nel libro racconto episodi e circostanze davvero allibenti».
Uggetti ha aggiunto: «Il libro è un atto politico: porto in giro la storia di un sindaco che è anche una storia collettiva di molti amministratori e cittadini coinvolti in vicende giudiziarie problematiche. Riflettere su politica, magistratura e media è un modo di fare politica di cui la politica deve occuparsi».
Non è mancato un passaggio sul referendum costituzionale di marzo: «Non si può fare una riforma senza confrontarsi con il Parlamento. Inoltre, la separazione delle magistrature resta un tema irrisolto, eluso dall’obbligatorietà dell’azione penale e dalla responsabilità dei giudici. Per questo voterò no».
La serata si è conclusa con un confronto intenso e partecipato, che ha offerto spunti di riflessione sulla vicenda personale dell’ex sindaco e sul valore delle garanzie costituzionali e della presunzione di innocenza.
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