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CREMONA

Allarme lupi: resti di capriolo nel parco del Morbasco

Il naturalista Groppali: «In caso di incontro non fuggire e battere le mani, se ne andranno»

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

13 Febbraio 2026 - 05:20

Allarme lupi: resti di capriolo nel parco del Morbasco

Nel riquadro una foto d'archivio

CREMONA - Lupi nel parco del Morbasco: in via Boscone, una strada quasi urbana (laterale di via del Sale) sono stati trovati resti forse di un capriolo sbranato, probabilmente da un lupo. Un'intera zampa con lo zoccolo ancora attaccato in una stradina che da Lungo Po Europa (il tratto dopo le Colonie Padane) porta sull'argine maestro. I resti del pasto sono stati fotografati da alcuni camminatori, così come le feci che potrebbero essere di un lupo (nella foto sotto).

La zona è una di quelle molto frequentata da ciclisti, runner e camminatori, un incontro così ravvicinato alla città finora non era stato segnalato. Ma non c'è da meravigliarsi, chi frequenta l'argine o il Lungo Po Europa può ammirare il bosco che si estende dalla lanca di Livrini, passa da quella del Bosconello, prosegue dalla Capannina fino al Sales e arriva fino all'Antenna di Stagno Lombardo, un bosco che ha una profondità di centinaia di metri e costeggia il Po. Un habitat dove di recente sono rari gli avvistamenti o i rumori che segnalano cinghiali, mentre sono numerose le colonie di nutrie sulle rive del Morbasco e del Cavo Cerca (sul Po sono rarissime le rive coperte di sassi che non consentono di scavare tunnel).

cacca

Di contro, il parco è rifugio di poiane e gheppi (che caccia con la tecnica definita «spirito santo») sempre in agguato. Fagiani e fagianelle neppure si nascondono più e ogni tanto si nota il goffo andare di qualche tasso. I conigli selvatici saltano da tutte le parti e perfino i caprioli per il ciclista o il runner non sono più una novità.

Evidentemente anche i lupi si sono accorti del territorio di caccia che hanno a disposizione e scesi dalle colline piacentine seguendo le prede preferite, cinghiali e caprioli, da ottimi nuotatori quali sono hanno attraversato il fiume e hanno trovato casa nelle bellissime e immense golene del Po.

groppali

«Non si tratta certamente dei due terrificanti lupi di Odino — dice il naturalista Riccardo Groppali — un lupo non si era ancora visto, ma non mi meraviglio, molti indicatori segnalano che ormai i lupi in Lombardia e nella Pianura Padana sono stabili, anche vicini ai centri abitati, incontrarli sta diventando sempre più frequente. Ma non è un'invasione, si parla di pochissimi esemplari. Groppali spiega anche cosa fare in caso di incontro ravvicinato: Stare fermi, non fuggire, non guardarlo negli occhi, potrebbe sembrargli una sfida, e battere con forza le mani, il lupo fuggirà. Sono animali che hanno paura dell'uomo, lo sterminio fatto ai loro danni nei secoli passati li ha abituati a fuggire. In effetti gli attacchi all'uomo in Europa si contano sulle dita di una mano, e sempre in circostanze particolari; in Italia non se ne conta neanche uno, e poi sono animali notturni, incontrarlo di giorno è una rarità. Comprendo però la preoccupazione di chi frequenta gli argini o le golene e dunque ripeto il consiglio: stare calmi, battere le mani, fare rumore».

In effetti gli avvistamenti di lupi nel Cremonese non si contano più (spesso lo stesso esemplare visto da persone diverse), e a volte si avvicinano alle cascine: nel 2025 sono state accertate incursioni in due stalle, nella notte di Capodanno nelle campagne tra Pozzaglio e Persico Dosimo è stato predato un vitello.

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