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Avvistamenti di lupi, Beduschi: «Serve una gestione seria, non allarmismi»

L’assessore regionale richiama al rispetto delle regole e delle procedure, spiegando come comportarsi in caso di segnalazioni, incidenti o predazioni. La presenza della specie è strutturale, ma resta tutelata: il nuovo quadro europeo apre a interventi più responsabili, non alla caccia libera

La Provincia Redazione

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09 Febbraio 2026 - 14:28

Avvistamenti di lupi, Beduschi: «Serve una gestione seria, non allarmismi»

(foto IA)

CREMONA - La presenza del lupo in Lombardia è una realtà con cui occorre fare i conti, ma senza improvvisazioni né reazioni emotive. A sottolinearlo è l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, intervenendo sul tema delle sempre più frequenti segnalazioni di avvistamenti.

«Il problema esiste e va gestito con serietà – chiarisce Beduschi – ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise e procedure codificate. Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini né gli enti che devono agire».

Regione Lombardia è da tempo impegnata nel monitoraggio della specie e nel supporto agli allevatori e alle comunità locali, attraverso strumenti di prevenzione, informazione e interventi coordinati con le forze di polizia e gli enti competenti. «Per una corretta gestione del lupo – prosegue l’assessore – servono dati aggiornati, segnalazioni corrette e il rispetto delle procedure, perché solo così è possibile distinguere i casi reali dalle percezioni distorte e intervenire in modo efficace».

Le procedure in caso di avvistamento

In caso di avvistamento di un lupo è necessario contattare tempestivamente la Polizia provinciale competente o, nel territorio di Milano, la Polizia della Città Metropolitana. Quando possibile, è utile raccogliere foto o video per consentire una corretta identificazione dell’esemplare. In alternativa, le segnalazioni possono essere inviate a Ersaf Lombardia all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it, indicando con precisione il luogo dell’avvistamento.

Nel caso di ritrovamento di un lupo ferito o morto, o in caso di incidente stradale, occorre avvisare le Polizie provinciali, la Polizia della Città Metropolitana di Milano o i Carabinieri forestali, evitando qualsiasi intervento diretto sull’animale. Le operazioni di soccorso e la valutazione sanitaria spettano esclusivamente alle autorità competenti e ai centri specializzati attivi 24 ore su 24.

In presenza di predazioni di bestiame, l’allevatore deve contattare le forze di polizia competenti, che attiveranno le Wolf Prevention Intervention Units (WPIU), squadre specializzate istituite da Regione Lombardia per supportare gli allevatori sia nella prevenzione dei danni sia nella gestione delle procedure di indennizzo.

Specie protetta, niente caccia libera

Nel quadro attuale si inserisce anche il recente declassamento del lupo a livello europeo. La specie resta comunque protetta, ma il nuovo assetto normativo apre a maggiori margini di intervento per le Regioni, sempre nel rispetto dei limiti nazionali.

«Non significa liberalizzarne la caccia – conclude Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale e che, in certi contesti come quelli urbani, non è accettabile, per la sicurezza dell’uomo e dell’animale stesso. Il lupo va riportato nelle aree vocate ed è per questo che è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra per aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori».

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