L'ANALISI
10 Febbraio 2026 - 20:40
CREMONA - «Sono contenta della sentenza. Non mi interessava l’aspetto economico. Quello che io volevo, è che lei non potesse più lavorare nelle scuole e così sarà. Tanti ragazzi, come mio figlio, non hanno il coraggio di confidarsi con i genitori».
«Lei» è la bidella. Oggi è stata condannata a 3 anni per violenza sessuale aggravata: dall’inizio dell’anno scolastico 2022/2023, per il pm che aveva chiesto 4 anni, la bidella ha attirato nello stanzino riservato ai collaboratori scolastici, due studenti sedicenni, tentando di abbracciarli e baciarli.
Una donna «con fragilità emotive importanti», l’imputata, per l’avvocato Consuelo Beber. Nel processo, una delle due mamme era parte civile con l’avvocato Cedrik Pasetti di Mantova. Una madre «soddisfatta», soprattutto «della pena accessoria alla bidella: l’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado frequentate abitualmente da minori». Per ottenere il risarcimento del danno, la madre dovrà portare la bidella davanti a un giudice civile.
«Sì, ero parte civile, ma non mi interessava l’aspetto economico. Mi interessava che la bidella non potesse più andare nelle scuole», ha ribadito. «A scuola si sono accorti del cambio di rotta del ragazzo», ha spiegato l’avvocato. Uno studente modello: «Mio figlio aveva voti bellissimi: 9-8». Poi, un «inspiegabile» crollo del rendimento. «Prendeva 3-4-5. ‘Qui c’è qualcosa che non va’». Un «cambiamento improvviso» anche a calcio.
«Se l’era chiesto anche il suo allenatore. Prima, se aveva uno scontro con qualche ragazzo, gli si avvicinava, gli dava una mano, non è mai stato un ragazzo violento. Dopo quei fatti, si era chiuso, si sfogava con la rabbia, perché non riusciva a parlare. Pensava che la colpa di quanto gli stava accadendo fosse sua. Dopo che l’allenatore mi ha parlato, sono entrata nella camera di mio figlio. Era silenzioso, con le ginocchia al petto. ‘Cos’è successo?’ ‘Sono stanco’».
A gennaio del 2023, la mamma ha scoperto tutto: la preside ha convocato lei e un’altra mamma. Una prof aveva visto la bidella impedire al 16enne di uscire dallo stanzino. E si era insospettita. A scuola si era sparsa la voce. Si parlava anche di un altro studente finito nei radar della bidella.
Il sedicenne si era confidato con un insegnante: non ne poteva più di essere perseguitato dalla bidella.
Nel processo (a porte chiuse) il docente ha fatto mettere a verbale la difficoltà dei due studenti a gestire la bidella. Soprattutto uno dei due era ‘turbato’ da quanto stava accadendo. Il prof aveva anche parlato di alcune chat inviate dalla bidella ai ragazzini. Chat del tipo: «Costa stai facendo? Io sono appena uscita dalla doccia».
«La scuola ha molto aiutato mio figlio nel gestire questa situazione. La bidella è stata spostata nella sede centrale dell’istituto dove tuttora lavora ed è giusto che a scuola non possa più andare», si è sfogata la madre. Suo figlio ora è sereno. Ed è tornato lo studente modello di prima. «Ha tutti 8 e 9».
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