L'ANALISI
11 Febbraio 2026 - 05:25
CREMONA - Sono state 80 le richieste di abbattimento alberi da parte dei privati nel 2025, con una media di tre per richiesta e un totale stimato di 240 piante abbattute. Secondo il Regolamento comunale l’abbattimento di alberi deve essere compensato piantando uno o più nuovi alberi o monetizzandolo, cioè pagando una somma che sarà utilizzata per nuovi alberi e per la manutenzione del verde. La compensazione è calcolata a seconda del tipo di pianta abbattuta: ci sono tagli che prevedono 4 alberi in sostituzione, altri solamente uno.
In media nel 2025 la media dell’indice di sostituzione applicato alle 240 piante abbattute è stato di 2,5, che produce un totale di 600. Di queste, 72 sono state monetizzate per un introito totale nel 2025 di 21.600 euro e in questo caso il Comune ha utilizzato le risorse per piantumare in altre zone. È il caso, per esempio, di Rfi, che ha monetizzato l’abbattimento degli alberi sulla scarpata di via Bergamo e il Comune li ha utilizzati per mettere a dimora 51 alberi in via della Vecchia Dogana.

«In questo caso — spiega l’assessore alla Protezione del verde, Simona Pasquali — è stato necessario aggiungere anche altri fondi comunali per la rimozione ceppaie, il rifacimento dell’impianto di irrigazione e l’assicurazione di attecchimento. E il Dunas pianterà 80 nuove essenze lungo le ciclabili, come quella della Cava per creare un filare d’ombra utile per la fruizione estiva, per compensare gli abbattimenti necessari durante le manutenzioni dei cavi e canali. Il censimento degli alberi pubblici in ambito urbano vede circa 15.500 essenze (numero sempre in aggiornamento) a cui vanno aggiunte gli oltre 60mila delle zone boschive rinaturalizzate che non sono censite singolarmente».
«Da quest’anno — aggiunge Pasquali — ogni autorizzazione all’abbattimento richiesta da privati sarà censita a parte per monitorare anche l’importante apporto di biodiversità che aggiunge il vasto patrimonio arboreo privato. Il censimento tiene conto anche delle ‘fallanze’, ossia di alberi che devono ancora essere sostituiti, ed è uno strumento utilissimo, sia per le programmazioni pubbliche ma anche per individuare luoghi dove poter intervenire con le monetizzazioni».

«L’attenzione e la cura della biodiversità e del paesaggio della città — commenta l’assessore — passa anche dalla verifica delle attività sul patrimonio arboreo privato. Se le dirette sostituzioni consentono un ripristino diretto in loco, le monetizzazioni ci consentono di implementare il patrimonio pubblico e quindi si configura come un importante contributo che i cittadini danno alla collettività. Per questo motivo cerchiamo sempre di tenere compatte le messe a dimora finanziate da monetizzazioni (stessa via, stesso parco, stessa ciclabile) per restituire anche al privato il significato del proprio contributo».
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