L'ANALISI
09 Febbraio 2026 - 05:30
CREMONA - La raffica di furti delle ultime settimane ha messo in allerta i residenti di vari quartieri della città. Non sempre, però, i ladri sono riusciti a farla franca. La prima arma per contrastare il fenomeno, ricordano i carabinieri di Cremona, è la consapevolezza: basta adottare alcuni accorgimenti, e acquisire dimestichezza con gli strumenti che permettono al cittadino di difendersi in modo efficace.


I punti fermi sono pochi e semplici, come spiega il maggiore Gabriele Schiaffini (nella foto a lato): «Nei giorni scorsi — ricorda — è stato tentato un furto in pieno centro, che è stato sventato grazie alla sinergia tra il sistema d’allarme dell’abitazione e la prontezza dell’intervento dell’Arma. Un esempio virtuoso di come il fenomeno possa essere efficacemente contrastato».
La prima raccomandazione rivolta al cittadino, dunque, è quella di dotarsi di un sistema di allarme funzionante. «L’esperienza dimostra che l’utilizzo di un impianto che è in grado di avvertire il cittadino in caso di intrusione sospetta costituisce l’arma repressiva e preventiva più potente». Meglio ancora se, oltre all’allarme, il cittadino si attrezza con un sistema di telecamere. Lo raccomandano gli esperti del mondo della vigilanza cremonese, che suggeriscono anche l’impiego di sistemi di videoanalisi: telecamere ‘intelligenti’ munite di un software che riesce a rilevare le intrusioni e avvertire il proprietario di casa. Sistemi che, nel tempo, sono diventati sempre più a buon mercato.
La seconda indicazione su cui insiste Schiaffini è quella di non esitare ad impugnare il telefono e chiamare il 112 nel momento in cui il sistema invia una notifica al proprietario. «La tempestività con cui si contatta la stazione operativa è assolutamente vitale; soprattutto quando i ladri agiscono di giorno, e per loro il rischio di essere disturbati è maggiore. Ricordo che è possibile allacciare direttamente il sistema di allarme alla stazione operativa, in modo tale che le forze dell’ordine siano aggiornate in tempo reale sull’eventuale incursione in casa». Questo perché le dinamiche del furto sono più fulminee di quanto generalmente si creda: «Un ladro, quando fa irruzione in un appartamento, impiega tra i 4 e i 5 minuti per agguantare la refurtiva e dileguarsi — chiarisce Schiaffini —. Parliamo di persone preparate, che mirano direttamente ai punti della casa dove in genere vengono custoditi monili d’oro. È il bottino a cui punta la maggior parte di loro, a maggior ragione in questo periodo, che ha registrato un aumento esponenziale del prezzo dell’oro sul mercato. I malviventi, dopo aver completato il furto con successo, si liberano della merce nel giro di un paio di minuti. Se vengono scoperti, quasi sempre reagiscono con la fuga, e non con la violenza». La precisazione va fatta perché, come ricorda Schiaffini, «a volte capita che, quando l’allarme suona, la vittima del furto non contatti subito il 112, ma chieda prima ad un parente di controllare se a casa è tutto in ordine. Non è una buona idea: si perde solo tempo, tempo prezioso. Le nostre pattuglie sono dispiegate sul territorio in modo tale da poter intervenire tempestivamente in tutte le zone della città, ed evitare così il peggio». Infatti, se le tracce del ladro vengono perse, può risultare molto difficile recuperarlo. «Tipicamente i ladri organizzano una raffica di furti in appartamento in una stessa zona — spiega Schiaffini — per poi cambiare del tutto il proprio spazio di azione (a volte anche in città diverse), facendo perdere le proprie tracce».
Terza raccomandazione: segnalare. «Se si ha il sospetto che i ladri abbiano preso di mira una delle case vicine — spiega Schiaffini — è fondamentale non voltarsi dall’altra parte. Le segnalazioni ci sono di grande aiuto, e sono tutt’altro che una seccatura, come il cittadino potrebbe pensare».
Per quanto riguarda, infine, quei furti che nascono da truffe (come quella del finto agente o del finto tecnico), Schiaffini raccomanda una sana diffidenza. Questi ladri sono sempre più attrezzati, tant’è vero che i loro numeri di telefono sono spesso ‘mascherati’, e figurano proprio come quello dei carabinieri. Ricordo, in questo contesto, che nessun militare o tecnico si presenterà mai a casa di un cittadino chiedendo dei soldi. Quello è il segno inequivocabile che è in atto una truffa: bisogna chiamare immediatamente il 112.
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