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AUTOTRASPORTO SOTTO LA LENTE

I costi fissi alle stelle: la grande fuga dai Tir

In provincia di Cremona imprese calate del 17,1% in dieci anni. L’analisi di Fai e Fita Cna

Elisa Calamari

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09 Febbraio 2026 - 05:15

I costi fissi alle stelle: la grande fuga dai Tir

Nei riquadri Alberto Baldini e Andrea Lozza

CREMONA - Cresce la logistica e sulle strade contiamo (o almeno ci sembra di contare) sempre più camion, eppure, secondo la Cgia di Mestre, negli ultimi dieci anni le imprese di autotrasporto italiane sono diminuite di 19.241 unità. Stesso trend in provincia di Cremona, dove nel 2015 le imprese attive erano 509 e nel 2025 sono scese a 422: 87 in meno, vale a dire un -17,1%. Che è comunque più confortante rispetto alla media nazionale: -22,2%.

Il centro studi veneto imputa la ‘fuga dai Tir’ principalmente ai rincari. All’inizio di quest’anno, infatti, sono stati registrati un +1,5% per i pedaggi autostradali e un +3,6% per il gasolio. Ma c’è un altro fattore evidenziato dalla Cgia: «Soprattutto nel Nord si è fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare quelli provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est». Infine, l’elevato numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, che hanno provocato una forte decurtazione delle imprese monoveicolari. Insomma, il numero inferiore di imprese non significa per forza di cose meno lavoro nel settore. Anche perché in Italia l’80% delle merci viene movimentato su strada.

Alberto Baldini, co-segretario dell’ente Lombardia orientale che ha assorbito le Fai (Federazione autotrasportatori italiani) di Brescia, Mantova e Cremona, ridimensiona infatti l’allarme lanciato dalla Cgia: «Non parlerei di settore in crisi, perché il lavoro c’è eccome. Il problema è un altro: mancano gli autotrasportatori e l’età media di quelli in servizio supera i cinquant’anni. Noi abbiamo intrapreso parecchie iniziative per invertire la rotta, come scontistiche sul rilascio delle patenti e, di recente, anche un accordo con il Marocco, per formare autisti direttamente là e portarli successivamente in Europa. La domanda è altissima, l’offerta manca. E infatti ci sono ditte con i camion fermi semplicemente perché non hanno personale».

Andrea Lozza, di Fita Cna Cremona, sottolinea che la variazione numerica evidenziata da Cgia è probabilmente legata al fatto che le aziende italiane si stanno diversificando e subiscono concorrenza straniera. «Fra le difficoltà del settore ci sono poi le strade – aggiunge –: molte sono state realizzate decenni fa e non sono più adeguate, altre mancano proprio». Pure la Cgia sottolinea questo aspetto, spiegando che le cattive condizioni delle infrastrutture «provocano rallentamenti, interruzioni e una maggiore esposizione a guasti e imprevisti, con ricadute dirette sui tempi di spostamento e sui costi per le imprese».

A livello nazionale la provincia in cui negli ultimi dieci anni è stato registrato il maggior decremento di imprese di autotrasporto è Imperia (-40,2%) mentre a crescere di numero dal 2015 al 2025 sono state solo le imprese del settore di Bolzano (+35,7%), Palermo (+12,9%) e Caserta (+5,2%).

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