L'ANALISI
04 Febbraio 2026 - 05:30
CREMONA - Il bilancio di fine anno del tessuto imprenditoriale cremonese dipinge un quadro di tenuta complessiva, ma segnato da fragilità e da un chiaro processo di trasformazione. I dati relativi all’ultimo trimestre del 2025, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, mostrano per la provincia un tasso di crescita positivo, per un soffio sopra lo 0, per la precisione +0,01%.
Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni si è chiuso in territorio positivo per due unità, portando il totale delle imprese registrate a 27.664. A confermare questa immagine di stazionarietà è l’andamento delle imprese attive, ovvero quelle effettivamente operative, il cui stock è aumentato dello 0,27% su base annua, raggiungendo le 24.815 unità. Un dato che, seppur lieve, si distingue positivamente sia dal trend nazionale (-0,4%) che da quello regionale (-0,2%), indicando una certa resilienza della base produttiva locale.

«Pur in un contesto complesso, i dati restituiscono l’immagine di un tessuto imprenditoriale che mostra una buona capacità di tenuta complessiva – ha commentato il presidente della camera di commercio, Gian Domenico Auricchio – Il processo di trasformazione in atto da oltre un decennio continua a emergere con chiarezza, segnalando un orientamento verso modelli imprenditoriali più strutturati e organizzati».
Questo cambiamento è ben visibile nell’analisi delle forme giuridiche. A crescere sono state le società di capitali (+0,7%), tipiche di aziende più strutturate, e, in misura minore, le ditte individuali (+0,1%). Al contrario, si è registrata una contrazione per le società di persone (-1,1%) e per le altre forme giuridiche come cooperative e consorzi (-0,1%).
L’analisi settoriale, tuttavia, rivela un panorama più difficile per l’economia tradizionale. La quasi totalità dei comparti storici ha chiuso l’anno in contrazione, seppur con cali contenuti entro l’1%. Tra questi figurano l’agricoltura (-0,35%), le attività manifatturiere (-0,37%), il commercio (-0,72%), le costruzioni (-0,33%) e i servizi di alloggio e ristorazione (-1,03%). I segnali positivi provengono da settori terziari avanzati, come le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,1%), le attività finanziarie e assicurative (+0,78%) e, in misura significativa, dal comparto istruzione (+3,4%).

La nota più critica arriva dal mondo artigianale, che rappresenta circa un terzo del tessuto imprenditoriale provinciale. Anche a Cremona, il quarto trimestre ha visto più chiusure che aperture, con un saldo negativo di 7 unità e un tasso di crescita del -0,09%, portando il totale a 7.911 imprese. Il settore ha sofferto in particolare nel commercio (-5,41%) e nella ristorazione (-2,58%), ma anche nelle attività manifatturiere (-0,29%) e nelle costruzioni (-0,32%). Uniche eccezioni in controtendenza sono state il trasporto e magazzinaggio (+1,77%) e le altre attività di servizi (+0,3%).
Proprio sull’artigianato si è concentrata l’attenzione del Presidente Auricchio, che ha sottolineato come questo comparto «continui a rappresentare un pilastro identitario ed economico dei nostri territori. Permangono elementi di attenzione – ha aggiunto – e in questo scenario è fondamentale proseguire con politiche mirate di sostegno, capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione e rafforzarne competitività e resilienza».
Un monito che delinea la sfida per il 2026: sostenere la transizione senza lasciare indietro le colonne portanti dell’economia locale. Ampliando la prospettiva all’intero territorio della Camera di commercio il quadro nelle province vicine registra andamenti differenziati. Pavia chiude il 2025 con un segno positivo (+0,15%, +66 imprese), trainata dalla crescita delle società di capitali (+1,0%), pur registrando contrazioni in molti settori tradizionali e un lieve calo nell’artigianato (-0,04%).
Mantova è invece l’unica provincia del territorio camerale in contrazione (-0,14%, -51 imprese), posizionandosi all’ultimo posto nella classifica regionale lombarda. Anche qui, la tenuta è affidata alle società di capitali (+0,4%), mentre la gran parte dei settori economici e il comparto artigianale (-0,19%) mostrano segni negativi. Complessivamente, infine, risultano iscritte al Registro imprese della Camera di commercio 107.917 aziende, che ratificano un tasso di crescita dei tre territori pari al +0,02%, con un posizionamento in territorio positivo anche per la Lombardia (+0,36%) e per l’Italia (+0,17%).
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris