L'ANALISI
08 Febbraio 2026 - 08:22
PIZZIGHETTONE - Dallo stadio di San Siro a Milano, dove di fronte a tutto il pianeta è stato portabandiera olimpico e simbolo di pace, alla piccola frazione Regona dove ha trascorso l’infanzia a casa dei nonni. È lì che Nicolò Govoni ha iniziato ad immaginare il mondo ed è lì che è tornato sabato sera, su invito del circolo Acli. La chiesa di San Patrizio era gremita: persone di ogni età hanno ascoltato con attenzione ed emozione il co-fondatore di Still I Rise, che ha parlato del suo impegno nell’educazione dei bambini vulnerabili, attraverso scuole di emergenza e progetti educativi totalmente gratuiti in Paesi come Grecia, Siria, Kenya, Congo e Yemen. Una testimonianza intensa, autentica e umana.
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«Non basta aiutare chi ha meno, bisogna riconoscere e sviluppare il potenziale delle persone - ha detto -. Le scuole di Still I Rise puntano a formare nuove generazioni libere e consapevoli, dimostrando che l’eccellenza non deve essere un privilegio per pochi, ma un diritto universale».
Secondo Govoni, anche in Italia, la scuola dovrebbe essere il principale strumento di equità sociale, capace di offrire a tutti le stesse opportunità di crescita e sviluppo del talento, senza differenze legate al contesto economico o territoriale. E il ruolo dell’insegnante non dovrebbe limitarsi alla trasmissione di contenuti, ma dovrebbe accompagnare la crescita umana degli studenti, aiutandoli a riconoscere il proprio valore e il proprio potenziale.
Il rappresentante provinciale Acli Cremona, Bruno Tagliati, ha ringraziato il giovane cremonese per la sua testimonianza e il suo inesauribile impegno nel mondo, sottolineandone il valore educativo e umano. Fra gli interventi, da citare anche quello del consigliere comunale e presidente Aido Giancarlo Bissolotti.

A fine serata, Nicolò ha commentato l’incontro pizzighettonese sulle sue pagine social seguite da milioni di persone: «Ieri sera ero a San Siro a portare la bandiera olimpica. Stasera sono a Regona, 800 abitanti, la frazione dei miei nonni materni, dove ho trascorso tanti anni della mia infanzia. Entrambe le occasioni hanno valore: l’una per il mondo, l’altra per il mio cuore».
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