L'ANALISI
MILANO-CORTINA2026
03 Febbraio 2026 - 13:38
Nicolò Govoni
CREMONA - Nicolò Govoni sarà uno dei portabandiera durante la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, in programma il 6 febbraio 2026 allo Stadio di San Siro di Milano. La notizia è stata resa pubblica oggi in una nota del Comitato Olimpico Internazionale. «Questo è in assoluto l’onore più grande della mia vita finora», ha commentato il CEO di Still I Rise. «Rappresentare la Pace, portando la bandiera delle Olimpiadi in un’occasione così importante, significa dimostrare, davanti al mondo intero, che l’impegno civile, non importa quanto piccolo, può costruire un futuro migliore».
La Cerimonia di Apertura rappresenta infatti uno dei momenti più solenni e simbolici dell’intera manifestazione olimpica: un evento seguito da quasi due miliardi di persone in tutto il mondo e un’occasione per lanciare un messaggio concreto sul tipo di mondo da costruire insieme, che difenda l’Armonia tra le persone e i popoli. Una visione condivisa anche da Still I Rise, l’organizzazione non profit di cui Nicolò Govoni è CEO e co-fondatore.
Per Milano-Cortina 2026, l’ingresso della Bandiera Olimpica assume un significato profondo: quello di portare un messaggio di Pace, quanto mai attuale nell’epoca che stiamo globalmente vivendo. La presenza di Nicolò Govoni rappresenta un riconoscimento del suo impegno e dei valori che incarna, in piena sintonia con il messaggio universale dei Giochi Olimpici.
Sono dieci in totale le personalità di rilievo internazionale scelte dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla Fondazione Milano Cortina 2026 per accompagnare la bandiera olimpica: non solo atlete e atleti, ma persone che, per il valore delle loro storie umane e professionali, incarnano i principi di pace, unità e solidarietà.
A Milano avranno questo onore il giapponese Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011, distintosi per l’impegno a favore del disarmo nucleare; la ginnasta brasiliana Rebeca Andrade, atleta olimpica più premiata nella storia del suo Paese; la nigeriana Maryam Bukar Hassan, UN Global Peace Advocate dal luglio 2025, artista e poetessa di fama internazionale; l’italiano Nicolò Govoni; l’italiano Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025; il kenyota Eliud Kipchoge, tra i più grandi maratoneti di sempre; la pugile camerunense Cindy Ngamba, prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia; e il poliedrico Pita Taufatofua, primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018), nonché UNICEF Pacific Ambassador.
A portare la bandiera olimpica a Cortina saranno invece Franco Nones, nato in Val di Fiemme nel 1941, primo campione olimpico italiano della storia dello sci di fondo a Grenoble 1968, e Martina Valcepina, nazionale italiana di short track, con tre medaglie olimpiche ottenute nelle staffette.
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