L'ANALISI
06 Febbraio 2026 - 13:13
RIVOLTA D'ADDA - «Tra pochi giorni arriveremo alla scadenza dei 20 giorni per ratificare le dimissioni del sindaco Sgroi. Finalmente si pone fine a una situazione che ha creato instabilità e ha danneggiato l’immagine e l’operato del nostro Comune». Lo scrive in una nota stampa il gruppo consiliare di Rivolta D'Adda, a seguito delle dimissioni del sindaco Sgroi dopo le accuse di violenza sessuale per cui da maggio scorso si trova agli arresti domiciliari.
«È inutile dire che aspettavamo questa notizia da 8 mesi - continuano - e che crediamo la cittadinanza possa fare le proprie considerazioni riguardo a tempistiche e ragioni che hanno portato a queste dimissioni tardive. Nel chiudere questo capitolo dell’amministrazione rivoltana riteniamo importante, non tanto fare un bilancio dei 4 anni di mandato, quanto sottolineare — ancora una volta, come minoranza — la nostra posizione circa l’operato di questa amministrazione, in particolare rispetto agli ultimi 8 mesi».
«Un emblema, di fatto, dell’approccio di Rivolta Dinamica alla politica del paese. L’amministrazione di Rivolta Dinamica ha deciso di restare in carica — da maggio a oggi — dichiarando l’intenzione di voler garantire la continuità amministrativa, ma senza che neppure uno solo dei consiglieri e delle consigliere abbia ritenuto opportuno dissociarsi politicamente da questa situazione. È una scelta che abbiamo sempre contestato per diversi ordini di motivi».
«Primo - elenca il gruppo consiliare -: per noi è una questione valoriale. Fare politica significa rappresentare i valori in cui crediamo e la comunità e il bene comune che vogliamo costruire. Per questo vi abbiamo più volte chiesto la vostra posizione sulla vicenda. Tutti ci saremmo aspettati una presa di distanza rispetto all’operato del sindaco che — sia chiaro — è decisamente una vicenda personale, ma di una gravità tale da richiedere una presa di posizione politica sul fatto in sé. Perché per 8 mesi — seppur sospeso — il sindaco di Rivolta d’Adda è rimasto una persona che sta per affrontare un processo giudiziario per un reato grave. E se all’inizio una posizione cauta e garantista era concepibile, gli avvenimenti successivi — ci riferiamo chiaramente alle parziali ammissioni di colpevolezza rilasciate da Sgroi la scorsa estate — hanno reso sempre più doverosa e opportuna una presa di posizione della politica rivoltana. Una posizione sui valori, non sulla volontà o meno di proseguire con l’operato dell’amministrazione».
«Secondo - continua -: non abbiamo mai creduto che proseguire con l’amministrazione di Rivolta Dinamica avrebbe potuto portare sviluppo, concludere opere aperte, dare slancio alla vita economica, sociale e culturale del paese. Ora che questa amministrazione si sta chiudendo, possiamo dire con grande amarezza che avevamo ragione. Da qualunque punto si guardi, il paese è rimasto pressoché ingessato. Dalle dimissioni di Sgroi a oggi — per esempio — la scuola materna è rimasta immobile. Ricordiamo tutti i 700mila euro annunciati a settembre 2024 in conferenza stampa, a porte chiuse, alla presenza del senatore Ancorotti, soldi che avrebbero dovuto far ripartire il cantiere. L’eredità di questa amministrazione si può sintetizzare in annunci sulla viabilità, nuovi insediamenti commerciali che strozzeranno il commercio locale, la logistica che ci siamo trovati tra capo e collo. E se ci spostiamo dalle opere pubbliche e guardiamo alla vita culturale, non va meglio: senza allontanarci da questi giorni, nemmeno un evento organizzato e promosso direttamente dall’amministrazione per la Giornata del Ricordo. In generale, eventi e iniziative sono largamente demandati alle associazioni, mettendo il cappello dei tavoli di lavoro (e per fortuna il nostro tessuto associativo è sempre molto, molto attivo). Ma non è così che si promuove cultura».
«Quello che l’amministrazione di Rivolta Dinamica ha provato a far bene in questi mesi è usare la comunicazione istituzionale del Comune per fini di propaganda - prosegue il gruppo -. È illeggibile il comunicato uscito su carta intestata del Comune con cui si avvisano i rivoltani delle dimissioni del sindaco e in cui l’amministrazione si autoincensa dicendo quanto sia stata brava e quanti risultati abbia ottenuto (tutto da verificare). Rivolta Dinamica non è il Comune e questo è l’ennesimo segno dell’atteggiamento che Rivolta Dinamica ha verso l’istituzione pubblica».
«Chiudiamo questo capitolo dell’amministrazione rivoltana fatto di promesse non mantenute, di una maggioranza tutt’altro che coesa, con 2 assessori dimissionari in 4 anni di mandato. Quattro anni di toni consiliari costantemente sopra le righe, dai primi incontri agli ultimi. Da parte nostra lasciamo questo Consiglio consapevoli di esserci impegnati costantemente per il bene del nostro paese. Abbiamo svolto il ruolo di minoranza con serietà e per il solo bene del paese. Ora è il momento di voltare pagina» concludono i consiglieri.
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