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ROVOLTA D'ADDA

È scontro sul dopo Sgroi

Dopo mesi di tensioni e indagini giudiziarie, il passo indietro dell’ex primo cittadino apre il dibattito politico sul suo successore, mentre la comunità attende il commissario prefettizio e il ritorno alle urne. Il Pd: «Ora ricostruiamo». La maggioranza: «L’attività è proseguita»

Stefano Sagrestano

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stefano.sagrestano@gmail.com

25 Gennaio 2026 - 16:10

È scontro sul dopo Sgroi

Da sinistra in senso orario Marianna Patrini, Giovanni Sgroi e Daniele Cantarini

RIVOLTA D'ADDA - «Dopo otto mesi, sono arrivate le dimissioni del sindaco Giovanni Sgroi. Dimissioni che pongono fine a una brutta pagina per il paese e a una fase di grave difficoltà istituzionale e amministrativa per il Comune». Così Daniele Cantarini, segretario del Pd (principale partito di opposizione), sulle dimissioni dell’ormai ex sindaco, agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza sessuale. E con il processo milanese, il primo dei due a suo carico (l’altro prenderà il via in aprile a Bergamo), che comincerà il 16 febbraio.

Sgroi era stato sospeso dall’incarico di sindaco a fine maggio 2025 dal prefetto, sulla scorta dell’indagine che l’ha riguardato.

Sgroi, medico, sarà giudicato con rito abbreviato, con l’accusa di violenza sessuale aggravata su quattro pazienti donne, fatti risalenti al 2024, nel corso di visite nel Centro polispecialistico di Pozzuolo Martesana. Il secondo processo a Bergamo, sempre per violenza sessuale, comincerà invece il 17 aprile.

«Meglio tardi che mai — prosegue il segretario del Pd sul passo indietro di Sgroi —: il nostro circolo ha chiesto ripetutamente le dimissioni non solo del sindaco Sgroi, nel corso di questi mesi, ma di tutta l’amministrazione. La prima richiesta formale risale al 28 maggio 2025. Finalmente la vicenda giudiziaria, che vede il medico accusato di violenza sessuale, si scollega dalla vita amministrativa del Comune».

E Cantarini guarda avanti: «Abbiamo un compito importante, ricostruire una comunità profondamente scossa da questa vicenda e restituire dignità a Rivolta d’Adda, per lasciarci alle spalle questa terribile pagina e oltre quattro anni di governo di centrodestra, che giudichiamo fallimentari. Noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte».

Il voto sarà quasi sicuramente tra maggio e giugno, mentre a questo punto, a Rivolta, si attende solo la nomina del commissario prefettizio, che dovrà traghettare il Comune nei quattro mesi e il contemporaneo scioglimento del consiglio comunale.

Sulla vicenda interviene anche il coordinatore cremasco del Pd Daniele Qalliaj, che aggiunge: «Dopo otto mesi di impossibilità a svolgere il proprio incarico, le dimissioni del sindaco Sgroi rappresentano un atto necessario, seppur tardivo. La comunità di Rivolta merita un’amministrazione pienamente funzionante, guidata da un sindaco eletto direttamente dalla cittadinanza. Con l’apertura del percorso per il ritorno alle urne, questo potrà finalmente avvenire».

Su come ‘Rivolta dinamica’, la civica di maggioranza, intenda andare avanti, al momento la vicesindaca Marianna Patrini non si sbilancia troppo: «Dopo quattro anni e tre mesi di amministrazione, abbiamo restituito a Rivolta d’Adda un Comune più forte, ordinato e capace di guardare avanti, con la serenità di chi ha lavorato con onestà, dedizione e profondo rispetto per la comunità e le sue istituzioni. Nei prossimi mesi, 'Rivolta Dinamica' sarà chiamata a fare la sua parte e ha già dimostrato di avere tutte le competenze e la determinazione necessarie per continuare ad amministrare nell’interesse del territorio e dei cittadini».

E non manca neppure una replica al segretario cremasco del Pd: «Parlare di un presunto blocco amministrativo, o descrivere questi mesi come un periodo di paralisi, significa ignorare il lavoro svolto e, soprattutto, non rispettare la verità dei fatti. Mi chiedo come si possa esprimere un giudizio di questo tipo, considerato che l’unico coordinatore politico che non ha mai varcato la soglia dell’amministrazione rivoltana è proprio Qalliaj. Le dimissioni del sindaco sono un atto normato dalla legge e aprono un percorso chiaro, ordinato e trasparente. Se qualcuno ritiene che in questo percorso vi sia stato qualcosa che non abbia funzionato — la sottolineatura — lo dica con precisione».

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