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CREMONA. LE REAZIONI DELLA LEGA

Il generale resta solo, nessun ‘ufficiale’ lo segue

L’addio di Vannacci non sembra avere contraccolpi locali. Bossi: «Si dimetta da Strasburgo»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

04 Febbraio 2026 - 19:47

Il generale resta solo, nessun ‘ufficiale’ lo segue

Vannacci e Pozzollo

CREMONA - L’addio del generale e vicesegretario federale della Lega Roberto Vannacci, che martedì 3 febbraio 2026 ha confermato al leader Matteo Salvini la decisione di lasciare il partitoTi voglio bene, ma la mia strada è un’altra»), non avrà ripercussioni in Consiglio comunale. L’unica rappresentante della Lega Salvini premier, eletta nel 2024 con 186 preferenze, è infatti Jane Alquati, che si schiera con il segretario e ne condivide amarezza e dispiacere per l’esito della vicenda. Scrive infatti Salvini in un post: «Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali». Parole sottoscritte da Alquati, capogruppo della Lega che alle amministrative del 2024 aveva preso 1.969 voti. «La linea la detta il segretario. Nella Lega ci sono diverse anime, io sto con Salvini». Quanto alle possibili ripercussioni elettorali, «certo, il consenso a Vannacci — osserva Alquati — genera qualche riflessione».

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La Lega in provincia è stata attraversata in passato da numerose tensioni ed è stata a lungo commissariata. Durante la scorsa consiliatura, praticamente tutto il gruppo era passato armi e bagagli a Fratelli d’Italia lasciando solo Alessandro Fanti e Simona Sommi, divenuta capogruppo, a difendere la bandiera salviniana. E nella Lega oggi convivono due anime: quella che sostiene la trasformazione a partito nazionale voluta da Salvini e quella che la considera un tradimento degli ideali di Umberto Bossi. Gli esponenti di questa ‘corrente’ nel tempo hanno scelto altre strade. L’ultimo, qualche giorno fa, Simone Agazzi, vice sindaco di Motta Baluffi: «Più che lasciare la Lega, sento di essermi dimesso dalla Salvini Premier». Questa volta però non sembra che la scissione romana produca scosse di assestamento in provincia e il generale non pare poter reclutare ufficiali a Cremona. Anche Agazzi ora spiega: «Le mie dimissioni non significano in alcun modo un avvicinamento a Vannacci. Sono nordista e federalista da una vita, e su questo non cambierò mai idea».

E la deputata soncinese Silvana Comaroli, militante di lunga data, sottolinea: «Non penso vi siano ripercussioni sul nostro territorio. Registro un certo stupore perché quando Vannacci è entrato, la Lega era la stessa di oggi. Ad aprile del 2024 si era pure tesserato, dunque mi chiedo cosa sia successo nel frattempo. Forse non c’era molta condivisione delle sue idee all’interno della Lega. Contraccolpi elettorali? Sicuramente ogni persona porta al partito, in ogni partito, un valore aggiunto e Vannacci ha portato voti. Ma d’altro canto abbiamo anche perso quelli di chi non condivide le sue posizioni estremistiche. Ora magari ritorneranno».

Anche Sommi, non rieletta in Consiglio nel 2024 nonostante le 101 preferenze, non seguirà il generale in «Futuro nazionale»: «Sono una militante leghista entrata quando Salvini fece la svolta nazionale. È vero che nel partito ci sono tante anime, ma per me la Lega è una e non ho mai fatto mistero di appartenere alla Lega salviniana. L'addio di Vannacci era nell'aria ma non mi pone alcun problema. Sabato sarò a SpazioComune per la raccolta firme a sostegno dell'iniziativa 'Io sto col poliziotto' e del decreto sicurezza. La mia foto con Vannacci? Ma io sono solamente andata a un evento insieme a molti altri a Robecco. Nulla di più. La mia presunta vicinanza al generale è tutta qui».

Anche Luca Girelli, responsabile di zona della Lega e componente del direttivo provinciale, liquida l'ipotesi di una sua adesione: «Per quale motivo dovrei uscire dalla Lega?».

E il segretario provinciale cremonese, Simone Bossi, non è tenero con Vannacci: «Il generale ha sempre parlato di coerenza. Oggi coerenza, secondo me, vuol dire dimettersi da europarlamentare, visto che è stato eletto con il simbolo della Lega. Perché ha scelto di uscire? Perché ha deciso di utilizzare la Lega come uno scalino per la sua carriera politica e questo non mi è piaciuto. I temi nostri sono anche i suoi e la creazione di un nuovo partito creerà ripercussioni nel centrodestra. Come dice Matteo Renzi, sta facendo un bel favore alla Sinistra». Poi il monito: «Vedremo nei prossimi giorni se qualcuno lo seguirà. Nel caso ne prenderemo atto, ma con un avviso: indietro non si torna».

L’addio di Vannacci sembra aver colto di sorpresa la Lega cremasca, che per le prossime settimane aveva programmato un incontro pubblico con il generale. Incontro annullato, scrivono il commissario Andrea Bergamaschini e il segretario provinciale cremasco Tiziano Filipponi: «L’iniziativa era stata programmata in un contesto politico completamente diverso, con l’obiettivo di favorire un confronto interno all’area della Lega. Il quadro politico attuale, determinato da scelte personali che hanno interrotto quel percorso, rende oggi doveroso non procedere». Poi la stoccata: «La Lega non è un contenitore personale né uno strumento da utilizzare a seconda delle convenienze del momento. È una comunità politica fondata su valori, identità e impegno collettivo. Chi sceglie di percorrere altre strade compie una decisione legittima, ma se ne assume fino in fondo la responsabilità, senza ambiguità e senza trascinare il partito in dinamiche che non gli appartengono».

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