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GRANDI MANOVRE NEL CARROCCIO

Lega, occhi puntati sui vannacciani

Girelli e Sommi vicini al generale: «Nel partito anime diverse ma nessuna intenzione di andarsene»

Giulio Solzi Gaboardi

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redazione@laprovinciacr.it

30 Gennaio 2026 - 17:29

Lega, occhi puntati sui vannacciani

Sommi e Vannacci

CREMONA - Sui giornali si infiammano gli animi, ma in casa Lega tutti sembrano andare d'amore e d'accordo. Non è mistero che non corra buon sangue tra l'ex governatore del Veneto Zaia, oggi presidente del Consiglio Regionale e — secondo alcuni — possibile successore di Salvini in via Bellerio, e il generale di brigata Roberto Vannacci, recente acquisto leghista già in trincea tra le file sovraniste dell' Europarlamento (e da poco nominato vicesegretario del Carroccio).

E anche la militanza leghista non ignora questa scissione tra le nostalgie nordiste e gli impeti sovranisti di origine salviniana, oggi riconoscibili tra i sostenitori del generale. Da tempo, comunque, si parla di un possibile nuovo soggetto politico capitanato da Vannacci, che sarebbe dunque prossimo all’uscita dalla Lega, stufo dei malumori e delle stilettate interne. Nega tutto Vannacci, che intanto ha già depositato marchio e simbolo di ‘Futuro nazionale’. Un nome, un programma.

Eppure la verità starebbe nel mezzo. Parola dei sostenitori cremonesi di Vannacci tra le file della Lega, Luca Girelli e Simona Sommi: «Il generale l’ha detto chiaramente nei giorni scorsi — dichiarano —: non c’è nessuna intenzione di abbandonare la Lega. La nostra adesione alla Lega resta salda. Nel partito ci sono anime diverse: come molti altri esponenti, come l’eurodeputata Silvia Sardone, ci troviamo più in assonanza con le posizioni del nostro vicesegretario, Vannacci”.

Affermazioni caute che compartecipano al chiarimento di un grande equivoco: Vannacci starebbe facendo di tutto per rimanere in Lega malgrado i malumoriLa legge della politica, del resto, parla chiaro: separarsi non conviene quasi mai. Soprattutto oggi. Lo dimostrano i casi più recenti di parcellizzazione delle realtà politiche, da Renzi a Calenda: elettoralmente, andare da soli non paga. E il generale, del resto, è abituato a muoversi in brigata.

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