L'ANALISI
04 Febbraio 2026 - 05:05
CASALMAGGIORE - Uniformità cromatica e una tavolozza di colori predefinita. Il consiglio comunale di Casalmaggiore, nella seduta di giovedì scorso, ha approvato definitivamente il nuovo Piano Colore dopo le deduzioni e controdeduzioni arrivate nel lasso di tempo consentito.
Prima di entrare nel dettaglio della trattazione tecnica delle varie casistiche, illustrate nello specifico dal geometra Attilio Biazzi, è intervenuto il vicesindaco Giovanni Leoni, ribadendo le finalità dello schema generale approvato.
«Con la proposta di approvazione del Piano Colore si chiude una procedura edilizia e si dota Casalmaggiore di uno strumento importante. Lo vediamo, ovviamente, come uno strumento di accompagnamento e di indicazione, quindi non di vessazione».
Lo stesso Leoni aveva spiegato in altra occasione che «Chiunque decida di pitturare la propria facciata deve venire in Comune e può scegliere tra una tavolozza di colori consentiti. Non c’è un obbligo, perché vengono valutate – caso per caso e da un’apposita commissione – anche altre cromie, che però devono essere in armonia. La commissione può dunque decidere se concedere o meno una deroga».
Sugli scopi alla base del Piano Colore, adottato dopo l’analisi di sei osservazioni approvate con voto unanime nella seduta di giovedì, ha aggiunto: «Ha una finalità positiva, quella di essere a fianco dei cittadini e dei professionisti nella scelta, per creare un ordine di bellezza nella città».
Tra le richieste respinte, quella avanzata dalla Fondazione Busi su Casa Fontana che pur non essendo sottoposto a vincolo diretto della Soprintendenza, è oggetto di attenzione da parte della stessa, che ha indicato la necessità di adottare specifiche cautele volte alla conservazione dei caratteri architettonici residuali.
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