L'ANALISI
04 Febbraio 2026 - 05:10
Nel riquadro il sindaco Gimmi Distante
MONTICELLI - Nel 2027 i monticellesi saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo consiglio comunale e alla scadenza del secondo mandato del sindaco Gimmi Distante, dunque, mancano circa 500 giorni. É troppo presto per svelare se si ricandiderà o meno per la terza volta, opportunità che adesso è consentita agli amministratori dei territori sotto i 15mila abitanti, ma non per tracciare una sorta di bilancio con volata finale. Che comprende anche una novità: cambia infatti il progetto della nuova scuola, perché si parte dalle elementari anziché dalle medie com’era sempre stato detto.
Quale l’opera di cui va più orgoglioso?
«Se parliamo dell’ultimo mandato senza dubbio la mensa scolastica che è in dirittura d’arrivo, con collaudo a giugno. Perché abbiamo ottenuto un finanziamento al 100% e perché andiamo a colmare una mancanza di Monticelli, visto che non l’ha mai avuta. Inoltre è il primo tassello del futuro polo scolastico. Anche il rilancio delle attività locali, con l’occupazione di immobili precedentemente dismessi e abbandonati, è importante».
E il rimpianto?
«I tempi della causa legale sul ‘tesoretto nucleare’: è partita appena ci siamo insediati e purtroppo siamo ancora in attesa della sentenza di secondo grado. Eppure quella somma (da sentenza oltre 4,1 milioni di euro, ndr) sarebbe per noi fondamentale per poter avviare opere».
La giunta ha recentemente approvato il Documento unico di programmazione: quali interventi partiranno prima della fine del mandato?
«La riqualificazione del fronte e del retro della scuola, la riqualificazione dell’ex macello per la quale contiamo di avviare i lavori entro fine 2026 e poi il primo step del nuovo polo scolastico. A differenza di quanto previsto in passato procederemo a blocchi e la prima fase riguarderà la costruzione di una scuola elementare, alla quale saranno poi aggiunte una palestra e la scuola media. Partiremo con le elementari perché i bambini che la frequentano usufruiscono della mensa, che sarà adiacente. Anche grazie agli oneri di urbanizzazione arrivati dai nuovi insediamenti, circa tre milioni di euro, abbiamo accantonato una quota di avanzo che può permetterci di partire. Inoltre continuiamo a cercare fonti di finanziamento, anche per l’asilo di San Nazzaro».
Se avesse la bacchetta magica cosa regalerebbe a Monticelli?
«Partendo dal presupposto che il polo scolastico si avvia a diventare realtà, penso la Rocca: sarebbe bello se potesse essere di proprietà e restaurata».
Nell’ultima tornata elettorale ha vinto per soli tre voti di scarto. Ha tenuto conto di questo divario risicato? Come sono stati i rapporti con la minoranza?
«Abbiamo lavorato per tutti. E credo che i rapporti con l’opposizione, al di là del normale antagonismo, siano sempre stati corretti».
Nel 2027 si ricandiderà? E se dovesse farlo cosa inserirebbe nel prossimo programma elettorale?
«Ora penso a finire bene il mandato, è presto: a marzo dell’anno prossimo ne riparleremo, anche se di certo auspichiamo una continuità. Se dobbiamo pensare a ciò che serve al paese diciamo una struttura integrata che sia centro ricreativo e di ritrovo, aperta a giovani, anziani, disabili, fragili».
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