L'ANALISI
02 Febbraio 2026 - 18:28
CREMONA - Un lunedì mattina ‘nero’ ha colpito i pendolari cremonesi, proprio all’alba della cosiddetta ‘settimana olimpica’. Un guasto tecnico rilevante sulla linea Mantova-Cremona-Milano, unito a uno sciopero nazionale del personale ferroviario, ha paralizzato gli spostamenti, trasformando la normale routine del primo giorno lavorativo in un incubo di attese e incertezze.
La situazione più critica si è registrata sulla direttrice per Milano. Alcuni convogli diretti verso la metropoli hanno accumulato ritardi stratosferici, fino a 200 minuti. Il treno regionale 2158, che avrebbe dovuto lasciare Bozzolo alle 7.01 per arrivare a Milano Centrale alle 8.42, è stato il primo di una lunga serie di treni in forte ritardo, con i convogli a seguire che hanno ereditato e aggravato il disservizio. Parallelamente, anche la linea per Treviglio ha registrato significativi rallentamenti.
A peggiorare il quadro, si è sovrapposta la protesta sindacale. Dalle ore 3 di lunedì 2 febbraio fino alle 2 di martedì 3 2026, infatti, è stato indetto uno sciopero del personale di Trenord. L’avviso pubblicato sui siti delle Ferrovie avvertiva chiaramente che i treni regionali e suburbani in Lombardia e nelle regioni limitrofe ‘possono subire variazioni’, un eufemismo che, nella pratica, si è tradotto in un’ulteriore riduzione dell'offerta e in un’organizzazione allo sbando.
Sul tema è intervenuto anche l’addetto trasporti di Europa Verde Dario Balotta: «Trenord non ha organizzato i turni nelle fasce di garanzia, che sono state compromesse. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi e tale livello di conflittualità sindacale il servizio ferroviario rischia non solo di non poter garantire la regolarità del servizio ma anche di risultare inadeguato per le corse in aumento previste tra Valtellina e Milano».
La concomitanza tra lo sciopero programmato e il guasto improvviso ha lasciato i viaggiatori in balia di informazioni contraddittorie e di un servizio ferroviario in forte affanno, alimentando frustrazione e proteste sui social network e alle biglietterie.
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