L'ANALISI
29 Gennaio 2026 - 18:55
CREMONA - «Questo non è il vivaio gratuito della città. E purtroppo non è nemmeno la prima volta che succede. Questi sono i fiori di tutti: pagati con soldi pubblici, messi lì per rendere Cremona più curata».
Non lascia correre il sindaco Andrea Virgilio, dopo la scoperta che qualcuno si è ‘rifornito’ di fiori freschi a spese del Comune asportandoli dalle fioriere collocate recentemente in corso Garibaldi.
Ed è proprio questo aspetto che fa arrabbiare il sindaco: «Sappiamo — scrive il sindaco sui suoi canali social — che il decoro si costruisce così: con piccole azioni di cura quotidiane. Noi ci stiamo lavorando, anche con interventi semplici, ma concreti. Però serve la collaborazione di tutti: perché una fioriera può essere un piccolo tassello, sì, ma è proprio da questi gesti che si capisce quale città vogliamo».
Poi un cenno al futuro: «E non ci fermiamo qui: abbiamo in progetto interventi più strutturati di trasformazione di piazze e giardini, perché la cura di Cremona passa anche da spazi pubblici più belli, vivibili e ordinati».
Quindi il sindaco sbotta: «Se volete una pianta per il vostro balcone, andatevela a comprare: non fate i cafoni a spese della città». E un monito: «Noi stiamo intensificando controlli e verifiche. Ma il rischio, oltre alla sanzione, è fare anche brutte figure pubbliche. E questo ve lo assicuro».
E l’assessore al Verde, Simona Pasquali aggiunge: «Non è la prima volta, purtroppo, che vengono rubati e vandalizzati i fiori posti ad abbellimento delle fioriere e delle aiuole. È successo questa estate con i gerani rossi durati meno di due giorni e con i ciclamini di largo Boccaccino. Ora è toccato agli ellebori delle nuove fioriere, che hanno sì e no 40 giorni, di corso Garibaldi. La cura della città passa anche da questo, seguire la stagionalità delle fioriture e portare colore e bellezza in città. Ma la cura passa anche dalla civiltà e dall’educazione dei cittadini. Sottrarre e rovinare fiori che abbelliscono luoghi della città, pagati con soldi pubblici, che sia fatto per dispetto o per abbellire casa propria è un comportamento che offende la città e i cittadini».
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