L'ANALISI
28 Gennaio 2026 - 17:10
CREMONA - Dal primo pomeriggio di oggi la “Vittoria alata” di Calvatone è collocata nell’ingresso di Palazzo Lombardia, dove rimarrà esposta sino al 16 marzo 2026, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. Il prestito dell’opera, di proprietà del Comune di Cremona e custodita presso il Museo Archeologico “San Lorenzo”, era stato autorizzato dalla Giunta, su proposta dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, il 21 gennaio scorso, dopo i necessari passaggi procedurali con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Lodi e Mantova, e con la Direzione Generale Cultura della Regione Lombardia. Una decisione presa, accogliendo una proposta votata all’unanimità nei mesi scorsi dal Consiglio Comunale, in quanto l'evento consentirà una particolare promozione del patrimonio storico artistico dei Musei Civici di Cremona, con un positivo ritorno d’immagine per la città.
«Esprimo grande soddisfazione per questo risultato, frutto di un'iniziativa di tutto il Consiglio Comunale, della disponibilità di Regione Lombardia, nonché del lavoro del Settore Cultura del Comune e della conservatrice del Museo Archeologico Marina Volonté, che ringrazio per aver seguito il percorso di prestito e il trasferimento della nostra Vittoria alata», è il commento dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona.
La prima notizia che si ha della Vittoria alata è contenuta nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni, scritta nel 1838, dove, facendo riferimento ad alcuni scavi effettuati nel 1830 a Calvatone, parla del rinvenimento di una grande statua della Vittoria in bronzo dorato. La statua era stata scoperta casualmente durante una rimozione di terreno nella località di “Costa Sant’Andrea” nel fondo di proprietà di Ludovico Aloisi. A quella data risalgono le prime campagne di scavo che si sono protratte per almeno un secolo e mezzo fino a portare all’identificazione dell’attuale abitato con la romana Bedriacum. L’altezza totale dell’opera è di un metro e settanta centimetri. La statua poggia su un basamento sferico su cui è impressa la dedica della Vittoria di Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero (161-169 d. C.). È sicuramente uno degli esemplari più belli di Vittoria romana recuperati fino ad oggi in Italia.
Quella conservata al Museo Archeologico S. Lorenzo è una copia dell’originale e risale al 1937, quando il Comitato per le Celebrazioni Stradivariane (tenutesi in quell’anno) volle farne dono alla città, a seguito della notorietà acquisita grazie alla presenza di un’altra copia, in gesso, alla “Mostra augustea della Romanità”, inaugurata a Roma nel settembre dello stesso anno. Sin dal momento del ritrovamento, la Vittoria è stata protagonista di intricate vicende, che riguardano da un lato le circostanze della scoperta e l’interesse da parte di studiosi e collezionisti ottocenteschi, dall’altro la sparizione dell’originale dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale e il "mistero" riguardante la sua sorte, svelato solo nel 2016 dopo il ritrovamento nei depositi dell’Hermitage di San Pietroburgo, dove era stata trasportata insieme a molte altre opere dei musei berlinesi. Nel museo russo la statua è ora esposta e visibile al pubblico; la copia cremonese, insieme ad altre più recenti, ne resta significativa testimonianza sul territorio.
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