L'ANALISI
MILANO-CORTINA2026
21 Gennaio 2026 - 12:13
CREMONA - Dopo l’approvazione all’unanimità, avvenuta il 13 ottobre 2025, da parte del Consiglio Comunale della mozione per valorizzare la Vittoria Alata di Calvatone in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, l’Amministrazione, tramite il Settore Cultura e Turismo, si è attivata per i necessari passaggi procedurali con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Lodi e Mantova, e con la Direzione Generale Cultura della Regione Lombardia.
Espletate queste procedure, la giunta, su proposta dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, ha oggi autorizzato il prestito dell’opera, di proprietà del Comune di Cremona e custodita presso il Museo Archeologico "San Lorenzo" per l’esposizione presso il Palazzo Lombardia a Milano dal 28 gennaio al 16 marzo 2026, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 in quanto l'evento consentirà una particolare promozione del patrimonio storico artistico dei Musei Civici di Cremona, con un positivo ritorno d’immagine per la città.
La prima notizia che si ha della Vittoria alata è contenuta nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni, scritta nel 1838, dove, facendo riferimento ad alcuni scavi effettuati nel 1830 a Calvatone, parla del rinvenimento di una grande statua della Vittoria in bronzo dorato. La statua era stata scoperta casualmente durante una rimozione di terreno nella località di Costa Sant’Andrea nel fondo di proprietà di Ludovico Aloisi. A quella data risalgono le prime campagne di scavo che si sono protratte per almeno un secolo e mezzo fino a portare all’identificazione dell’attuale abitato con la romana Bedriacum.
L’altezza totale dell’opera è di un metro e settanta centimetri. La statua poggia su un basamento sferico su cui è impressa la dedica della Vittoria di Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero (161-169 d. C.). È sicuramente uno degli esemplari più belli di Vittoria romana recuperati fino ad oggi in Italia. Quella conservata al Museo Archeologico S. Lorenzo è una copia dell’originale realizzata negli anni Trenta del secolo scorso.
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