Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA. IL LUTTO

Addio a Piacenza, il professore con il sorriso

Classe 1934, è stato il punto di riferimento del serale al Beltrami. Fondatore del Coro Polifonico Cremonese

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

26 Gennaio 2026 - 17:33

Addio a Piacenza, il professore con il sorriso

CREMONA - Per tutti era semplicemente Pino. Il professor Giuseppe Piacenza, classe 1934, è stato un punto di riferimento per il Beltrami: l’anima e il nume tutelare del corso serale, quell’esperienza di istruzione per adulti a cui aveva dedicato tanta parte della sua vita. Via Palestro e il Beltrami erano la sua casa; Pino si divideva fra la scuola e il suo amatissimo Coro Polifonico. I funerali del professore, uniti all’amore per il canto che lo ha sempre accompagnato, si terranno mercoledì 28 alle 10 in cattedrale.

A tracciarne un profilo è Franco Verdi, che di Piacenza è stato amico e collega negli anni in cui il Beltrami aveva sezioni che arrivavano fino alla lettera O o N. «Mi ricordo di Pino quando ero ragazzino, all’oratorio Silvio Pellico, dove faceva l’educatore. Erano gli anni Cinquanta — racconta —. Negli anni Sessanta, con don Dante Caifa, Renata Patria, Giorgio Bonali e Giuliana Chiti, fu fra i fondatori del Coro ’68, poi diventato Coro Polifonico Cremonese, a cui è rimasto legato fino alla fine. Uomo di scuola, ma anche instancabile animatore culturale.

Ripercorrendo gli anni di condivisione scolastica e di impegno, Verdi ricorda: «Persona mite e gentile, con un eloquio che interrogava il suo interlocutore, sempre pronto all’ascolto e disponibile a mettere a proprio agio chi si rivolgeva a lui — prosegue Verdi —. Si era laureato in statistica alla Sapienza di Roma e aveva un approccio alle scienze economiche differente da quello dei colleghi, per lo più laureati in economia e provenienti da Parma. Fin dagli anni Settanta fu in organico sul corso serale, di cui divenne il punto di riferimento. Il corso serale era Pino e, per certi versi, Pino era il corso serale: quell’umanità che, nell’offerta formativa del Beltrami, individuava un motivo di riscatto e di ripresa degli studi. Piacenza sapeva coniugare gli aspetti tecnici della sua disciplina con un’umanità preziosa e mai invadente, accompagnata dal raro dono dell’ascolto disinteressato».

Proprio la vocazione a condividere e far crescere realtà diverse, scolastiche e culturali, portò Piacenza a essere fra i fondatori del Cai, che fece riferimento al Beltrami di Attilio Rossi e Guido Calatroni. «Pino non amava i ruoli apicali — prosegue Verdi nel suo ricordo —, non era in cerca di visibilità personale. Stava sempre in terza fila, ma si sapeva che c’era e che su di lui si poteva sempre contare. Fu lui a invitarmi a entrare nei Partigiani cristiani: erano gli anni in cui il senatore Angelo Rescaglio ne era presidente. Di Giuseppe Piacenza rimane indelebile, soprattutto, la sua cortese disponibilità verso chiunque si rivolgesse a lui».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400