L'ANALISI
23 Gennaio 2026 - 17:56
Gli appartamenti occupati della palazzina al numero 13. Nel riquadro, i rifiuti abbandonati dagli abusivi, ora rimossi
CREMONA - Qualcosa si muove in via Secchi, al numero 13, fuori dalla palazzina che è stata occupata da un gruppo di origini rom. I residenti della via raccontano di aver visto le auto della Polizia locale andare e venire nella strada nei pressi dell’abitazione. «Ieri (giovedì 22 gennaio, ndr) sono state qui quattro pattuglie — raccontano dal vicinato — che hanno portato via le auto abbandonate sul retro della casa». Nessuna notizia, invece, su interventi di altro tipo, che è ancora presto per conoscere.

Il segnale è stato raccolto con un sospiro di sollievo da parte dei residenti del quartiere: a partire da settembre, infatti, il retro della palazzina è gradualmente precipitato nel degrado, con rifiuti abbandonati a cielo aperto (tra cui anche elettrodomestici) e un via vai sospetto di persone. Non sono mancati, inoltre, i blitz delle forze dell’ordine, resi necessari perché l’ex proprietaria di uno dei due appartamenti occupati aveva ricevuto minacce dal clan.
La montagna di rifiuti accumulati, inoltre, era stata smaltita da Aprica, come confermato dal comitato di quartiere. Gli abusivi, tuttavia, non sembrano ancora essersene andati, a detta dei residenti: «Purtroppo sono ancora lì — chiariscono i vicini — ci auguriamo che si riesca ad allontanarli il prima possibile dalle abitazioni. Ci domandiamo, d’altra parte, come facciano ad avere accesso alle utenze». La Polizia locale, da parte sua, mantiene un certo riserbo, anche se conferma che la situazione è stata presa in carico. Costante ed efficace l’interlocuzione con Aler, azienda proprietaria dell’immobile.

«Abbiamo attivato una procedura di concerto con Aler — spiega il comandante, Luca Iubini — i cui esiti saranno resi noti attraverso un lungo percorso giuridico. La legge, naturalmente, farà il suo corso». La vicenda, che si protrae da mesi, è stata diffusa dalla cronaca locale dopo l’appello dei residenti del quartiere, che avevano dichiarato di non sentirsi più sicuri. Gli abusivi, infatti, avevano originariamente occupato uno dei due alloggi Aler situati al primo piano della palazzina, che risultava momentaneamente sfitto.
Con il passare del tempo, le loro mire si sono estese all’appartamento adiacente, in cui a settembre abitava allora una donna. Il clan, tra le varie incursioni, ha anche provato a forzare la serratura della porta di casa sua, alimentando — come comprensibile — il senso di smarrimento della donna: da qui la decisione di lasciare l’appartamento a novembre 2025, lasciando campo libero agli abusivi. La scorsa settimana, i tecnici di Aler hanno accertato che la serratura di casa sua era stata sostituita, confermando l’avvenuta occupazione dell’alloggio.
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