L'ANALISI
24 Gennaio 2026 - 05:00
Il presidente di Padania Acque Cristian Chizzoli, il sindaco di Agnadello Stefano Samarati e l’ad della società Alessandro Lanfranchi
CREMONA - L’impegno della provincia di Cremona per un futuro più sostenibile passa per la valorizzazione di una risorsa semplice e preziosa: l’acqua di rete. La rete delle case dell’acqua, gestita da Padania Acque, sta infatti vivendo una fase di decisa espansione che l’ha portata a passare dai 60 impianti del 2020 agli attuali 108. Una crescita che mira a garantire, entro la fine del 2026 con l’aggiunta di nuove installazioni, la presenza di almeno una casa dell’acqua in ogni comune, portando il totale a 120 impianti operativi.
I numeri del 2025 testimoniano l’impatto tangibile di questo servizio. Solo nell’ultimo anno sono stati erogati quasi 15 milioni di litri di acqua, un dato che si traduce in una significativa vittoria per l’ambiente. Questa scelta collettiva ha evitato la produzione di oltre 9,5 milioni di bottiglie di plastica, con un risparmio di circa mille tonnellate di CO₂ legate alla loro fabbricazione.

La sostenibilità, in questo caso, cammina di pari passo con il beneficio economico per la comunità: il mancato acquisto di acqua in bottiglia ha infatti generato un risparmio complessivo per le famiglie di oltre 6.7 milioni di euro, considerando la differenza sostanziale tra il costo medio dell’acqua minerale e quello irrisorio dell’acqua pubblica: se la prima si attesta su una media di 0,47 euro al litro, un litro di acqua si rete, considerando i costi generati dal trasporto e dalla distribuzione, costa 0,00239 euro.
Non solo capillarità però, l’attenzione del gestore è anche concentrata sulla limitazione degli sprechi, anche attraverso la tecnologia. L’efficienza del sistema è stata infatti ulteriormente ottimizzata dall’introduzione del prelievo tramite QR Code. Questa innovazione ha permesso di orientare il servizio verso un uso prevalentemente alimentare, riducendo gli sprechi e stabilizzando i consumi nei centri urbani più grandi.

«Stiamo completando un investimento strategico – commentano l’amministratore delegato Alessandro Lanfranchi e il presidente Cristian Chizzoli – che rende più capillare la distribuzione di acqua potabile di qualità e promuove la consapevolezza sul valore economico, ambientale e sociale di queste installazioni. Incentivare il consumo responsabile dell’acqua di rete è fondamentale per tutelare una risorsa comune, ridurre gli sprechi e proteggere il territorio».
Ora il percorso continua con nuove installazioni e l’attivazione delle centrali già posizionate sul territorio come la fonte delle filande in via Cavour a Vescovato. Nuovi impianti sono invece previsti a Castel Gabbiano e Gabbioneta Binanuova per integrare ulteriormente la mappa della sostenibilità idrica in provincia. Ogni litro prelevato racconta così una storia di risparmio, tutela ambientale e attenzione al territorio, confermando le case dell’acqua come presidi concreti di un circolo virtuoso a beneficio di tutta la comunità.
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