L'ANALISI
23 Gennaio 2026 - 15:26
SOSPIRO - Sulla crisi Sogis e sull’audizione di ieri mattina in IV Commissione Attività produttive al Pirellone tornano i rappresentanti sindacali che intervengono sull’esito del tavolo in Regione Lombardia.
Per Marco Quarantini (Femca Cisl Asse del Po) ci sono segnali di rilancio anche se “l’incontro ci consegna un quadro caratterizzato da luci e ombre. Se da un lato sono emersi elementi di novità che lasciano intuire la volontà della società di tentare il rilancio, dall’altro restano criticità che non ci consentono di stare tranquilli. Da una parte la richiesta di proroga di altri sessanta giorni del concordato che congela il fallimento e l’ipotesi di una nuova acquisizione da parte di un soggetto terzo, ma dall’altra il fatto che il socio di maggioranza — il fondo inglese — non abbia ancora versato l’aumento di capitale deliberato.” Un aspetto che non è un dettaglio e, secondo Quarantini, alimenta il problema principale: il fattore tempo in relazione alla tenuta occupazionale.
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Per Mario Santini (Filctem Cgil Cremona) l'apertura di un tavolo di crisi regionale dovrebbe facilitare e velocizzare le azioni da intraprendere. “Bene il pagamento diretto da Inps per la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, attendiamo ancora i passi decisivi dell'azienda in merito alle iniziative per ripristinare la piena attività aziendale. Tuttavia restano dubbi su piano industriale e sul futuro dei lavoratori vista la dichiarazione da parte aziendale di interessamento di acquisto da parte di nuovo ed ulteriore operatore nei confronti di Sogis a cui, senza fare grandi immaginazione, potrebbe avere l'interesse ad acquisire l'azienda da una possibile procedura liquidatoria. Noi a questa possibile soluzione non ci stiamo perché sarebbe giocare il futuro della produzione sugli attuali dipendenti, cosa deplorevole. Vigileremo”.
Anche Giovanni Pelizzoni segretario Uiltec Cremona Mantova sottolinea come l’audizione sia servita a dare la giusta attenzione sulla crisi di questa importante azienda del territorio e al dramma che stanno vivendo i dipendenti “che per mesi non hanno preso lo stipendio, solo l’Inps per chi ha fatto cassa, ha pagato in questi giorni e alleviato un po’ la situazione. Un risultato pratico, da noi ottenuto, è che nei prossimi giorni sarà formalmente attivato il tavolo regionale di crisi, con la richiesta di una cassa straordinaria, che l’azienda ha dichiarato di voler aprire. Questo darà un minimo di salvaguardia sociale. Nutro forti perplessità rispetto alla effettiva volontà da parte della attuale compagine aziendale, ad immettere il denaro necessario, ma nonostante qualche punto oscuro i segnali per un timido ottimismo ci sono”.
I tre rappresentanti sindacali hanno ribadito l’urgenza dell’immissione di capitali, non solo per far fronte al pagamento degli stipendi, ma anche per tentare di arginare la fuoriuscita del personale con la professionalità necessaria a riavviare le produzioni “perché questo è il rischio più grande che vediamo oggi in un’ottica di ripresa produttiva e perché senza le persone non esiste alcuna possibilità di futuro per l’azienda”.
Infine i ringraziamenti a Regione Lombardia, il presidente Marcello Ventura, i consiglieri Matteo Piloni e Riccardo Vitari e tutte le istituzioni presenti per la disponibilità e per l’apertura immediata di questo tavolo, che fungerà da regia per le azioni future.
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