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Infermieri, il Pd critica la strategia della Regione: «Non si risolve la carenza guardando all’estero»

I consiglieri regionali Matteo Piloni e Carmela Rozza portano il tema in aula con un question time sull’intesa con l’Uzbekistan. Per i dem servono investimenti su formazione, borse di studio e salari per rendere il lavoro sanitario di nuovo attrattivo

La Provincia Redazione

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20 Gennaio 2026 - 14:17

Operazione infermieri, arrivano nuovi rinforzi

CREMONA - «Per affrontare la cronica mancanza di infermieri in Lombardia non basta puntare sul reclutamento fuori dai confini nazionali». A sostenerlo sono i consiglieri regionali del Partito democratico Matteo Piloni e Carmela Rozza, che questa mattina hanno presentato in Consiglio regionale un question time sull’accordo siglato dalla Regione con l’Agenzia per la migrazione della Repubblica dell’Uzbekistan.

L’intesa prevede l’inserimento negli ospedali lombardi di 210 professionisti nel 2026 e di circa 3.000 negli anni successivi, dopo un investimento regionale di 900 mila euro per l’apertura di una sede in Uzbekistan e per seguire i percorsi formativi degli operatori sanitari.

«Il fatto in sé non è negativo – spiegano Piloni e Rozza – ma non può essere considerato la risposta a una carenza strutturale che da anni penalizza il sistema sanitario. Importare personale dall’estero non risolve il problema alla radice».

Secondo i consiglieri dem, la vera priorità è un impegno concreto, da parte di Governo e Regione, per restituire valore a una professione sempre meno attrattiva, soprattutto per le nuove generazioni. «Servono politiche serie sui territori – sottolineano – a partire dal finanziamento delle borse di studio per gli studenti e dal riconoscimento di stipendi adeguati per chi già lavora».

Solo investendo su formazione, condizioni di lavoro e prospettive professionali, concludono Piloni e Rozza, «sarà possibile invertire la rotta e rispondere in modo duraturo alla grave carenza di infermieri che mette sotto pressione ospedali e servizi sanitari lombardi».

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