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Truffe porta a porta agli anziani: con il bottino supercar e accessori di lusso

Vestiti eleganti e toni rassicuranti per entrare nelle case e trasformare il raggiro in un sistema: la Guardia di finanza ha smantellato un’organizzazione che ha colpito oltre 1.200 anziani, con cinque misure cautelari, un arresto, due domiciliari e sequestri per 2,5 milioni di euro

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

20 Gennaio 2026 - 13:32

Truffe porta a porta agli anziani: con il bottino supercar e accessori di lusso

CREMONA - Alle porte degli anziani si presentavano in giacca elegante: non venditori, ma esattori di paura. La Guardia di finanza ha smontato all’alba di oggi un’organizzazione criminale specializzata nel porta a porta predatorio: cinque misure cautelari eseguite, un arresto, due domiciliari e un sequestro da 2,5 milioni di euro. Denaro rastrellato in tutta Italia, spillato a oltre 1.200 vittime, quasi tutte persone anziane. Alcune vivono nel territorio cremonese.

Una settantina i finanzieri in campo, operazione coordinata dal Comando provinciale di Padova. Dieci i denunciati complessivi. Un gruppo radicato nel territorio, ma con ramificazioni nazionali, che aveva trasformato il raggiro in un’industria. I proventi? Non reinvestiti, ma divorati: ristoranti di lusso, griffes, accessori d’alta moda e supercar a noleggio. Ferrari, Lamborghini, Bentley, Porsche. Il bottino delle nonne diventava status symbol.

Il meccanismo era oliato. Liste di nominativi acquistate da altre società del settore, bersagli scelti con metodo: case dove sapevano di trovare anziani soli, pensionati, casalinghe. Gli agenti bussavano, entravano. E stringevano il cappio. Raccontavano di vecchi contratti mai chiusi, di obblighi ancora validi, di acquisti ‘dovuti’ tra ferri da stiro, pentole, materassi, poltrone reclinabili, magnetoterapia spacciata per salvezza. Roba comune venduta a prezzi fuori scala: fino a 7mila euro a pezzo. Se qualcuno provava a dire no, partiva l’intimidazione: avvocati e tribunali. A volta anche teatrini studiati con finte telefonate a fantomatici dirigenti d’azienda, recitate davanti alla vittima. Emblematico un caso a Padova: quattro visite, una raffica di contratti, 22mila euro di prodotti inutili più 3mila di interessi, finanziamento allungato fino al 2030. Un futuro ipotecato, in cambio di nulla.

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