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MAXI TRUFFA

Documenti falsificati: si intesta 82 auto e le ‘vende’ online

A processo 32enne veneto: avrebbe incassato cospicue caparre ed eluso le tasse

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

15 Gennaio 2026 - 10:42

Documenti falsificati: si intesta 82 auto e le ‘vende’ online

CREMONA - Ottantadue automobili finite — sulla carta — nelle mani sbagliate: vetture intestate fittiziamente grazie a documenti contraffatti, trasformate in merce da esporre e vendere online, mentre i veri proprietari continuavano a usarle ignari di tutto. È da qui che prende forma la presunta maxi truffa che avrebbe coinvolto anche la provincia di Cremona e che ora porterà a processo T.L., 32 anni, originario di Mogliano Veneto ma residente in Germania. Secondo la Procura, l’uomo sarebbe il perno di un articolato sistema fraudolento che avrebbe prodotto danni ingenti all’erario, alla Provincia di Treviso, alla Regione Veneto e a numerosi privati. L’indagine, nata dalla denuncia di uno degli acquirenti raggirati, approderà in aula a febbraio: il 32enne dovrà rispondere delle accuse di truffa e falsità ideologica in atti pubblici.

I fatti contestati si collocano in un arco temporale ampio, tra il 2014 e il 2020. In quegli anni il 32enne avrebbe individuato 82 veicoli, molti dei quali di grossa cilindrata e di marchi di fascia alta come Audi e Mercedes, immatricolati in diverse province italiane, Cremona compresa. Attraverso consultazioni mirate dei Pubblici registri automobilistici, l’uomo sarebbe riuscito a risalire ai nominativi degli intestatari reali. A quel punto, sempre secondo l’accusa, avrebbe riprodotto certificati di proprietà e carte di circolazione contraffatti, inducendo i funzionari preposti alle pratiche auto a convalidare i passaggi con l’apposizione degli adesivi ufficiali. Un’operazione solo apparente: le auto restavano ai legittimi proprietari, ma formalmente risultavano riconducibili a lui.

Forte di una partita Iva individuale aperta per la compravendita online di veicoli, T.L. avrebbe quindi messo in vetrina le auto su piattaforme digitali, incassando caparre consistenti da potenziali compratori. A chi chiedeva garanzie, esibiva documenti che sembravano impeccabili. Parallelamente, il sistema avrebbe consentito di eludere imposte e tributi: dall’esenzione dell’imposta provinciale di trascrizione al mancato pagamento del bollo, fino alla riduzione delle marche da bollo necessarie per i trasferimenti di proprietà.

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