L'ANALISI
19 Gennaio 2026 - 18:55
CREMONA - In occasione della visita di domani, martedì 20 gennaio, in tribunale della presidente della Corte d’appello di Brescia, Giovanna Di Rosa, la federazione della funzione pubblica della Cgil di Cremona richiama l’attenzione sulla crisi gravissima che affligge il tribunale cittadino.
«La sede giudiziaria – denunciano dal sindacato – opera in condizioni insostenibili: una carenza di personale che raggiunge il 40%, picchi del 50% in uffici fondamentali, l'assenza di un dirigente amministrativo dal 2020. A ciò si aggiunge l’assenza del dirigente amministrativo dal 2020, nonché condizioni strutturali e organizzative non più adeguate, che interessano anche archivi e spazi di lavoro, oltre alla mancanza di un’aula per l’audizione protetta dei minori». In questo quadro, l’unico presidio è rappresentato da 20 lavoratrici e lavoratori precari assunti con fondi Pnrr, che oggi costituiscono un terzo dell’organico.
«Senza il loro contributo, il servizio crollerebbe. Eppure le prospettive di stabilizzazione restano fortemente insufficienti. Le risorse ad oggi previste dal Governo consentirebbero la stabilizzazione di solo una parte del personale precario, lasciando senza certezze migliaia di lavoratrici e lavoratori a livello nazionale, compresi molti di quelli in servizio a Cremona. Alla scadenza dei contratti, prevista nel giugno 2026, il rischio concreto è quello di una drastica riduzione del personale e di un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro per il personale di ruolo».
Per i rappresentanti della Cgil che hanno seguito la vicenda in questi mesi «è necessario un intervento immediato e strutturale: assunzioni di ruolo per coprire i vuoti storici, stabilizzazione di tutto il personale precario della giustizia e investimenti per una sede efficiente e dignitosa. Solo così si potrà garantire un servizio di giustizia accessibile a tutta la cittadinanza».
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