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CREMONA

Ancora furti al Boschetto, cresce l'allarme: «Serve un presidio fisso»

Il presidente del comitato di quartiere, Armillotta: «Accogliamo positivamente l’aumento dei controlli, ma è evidente che non basta»

Rebecca Loffi

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redazioneweb@laprovinciacr.it

18 Gennaio 2026 - 16:17

Padroni in ferie, ladri in casa: furti a raffica nel Cremonese

Il presidente del Comitato di quartiere Luigi Armillotta e un ladro in una foto d'archivio

CREMONA - Ancora furti al Boschetto. Nella serata di sabato, sono stati messi a segno due colpi in due villette adiacenti di via della Castella. Poco dopo, in via Palazzina, si è verificato un ulteriore tentativo di effrazione, sventato grazie alla presenza dei residenti in casa, che si sono accorti tempestivamente dello scassinamento di un’imposta esterna, costringendo così i malviventi alla fuga. Infine, domenica, una recinzione tagliata in via Boschetto ha messo in luce un nuovo tentativo di introdursi in una proprietà privata.

Gli episodi si inseriscono in un contesto di crescente allarme, nonostante i posti di controllo straordinari dei carabinieri che, nei giorni scorsi, hanno interessato anche il quartiere Boschetto. Misure che, secondo il presidente del Comitato di quartiere, Luigi Armillotta, risultano tuttavia insufficienti, e palesano anzi la necessità di una pronta risposta, da parte dell’amministrazione comunale. Già nel mese di dicembre, il presidente del comitato aveva evidenziato la necessità di introdurre un Targa System, sistema attivo nel Cremasco.

Si tratterebbe di una piattaforma nazionale centralizzata che consente alle forze dell’ordine di monitorare in tempo reale targhe e transiti, verificando la regolarità dei veicoli in circolazione ed individuando immediatamente mezzi rubati o irregolari, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza urbana. «I furti nel nostro quartiere – sottolinea, infatti, Armillotta — non si fermano. Accogliamo positivamente l’aumento dei controlli, ma è evidente che non basta». Secondo il presidente del Cdq, il Boschetto necessiterebbe di un presidio pressoché costante. «Essere una zona periferica non può e non deve significare ricevere meno tutele rispetto ad una piazza del centro città. La sicurezza deve essere un diritto uguale per tutti», afferma.

Armillotta denuncia, inoltre, la mancanza di risposte chiare sui tempi di installazione delle prime due telecamere di videosorveglianza, una all’angolo con via Crocile, l’altra in via Boschetto all’incrocio con via Cà del Binda. «Sottolineo prime due — aggiunge — perchè dovrebbero rappresentare solo un inizio. Un quartiere come il nostro avrebbe bisogno di un numero decisamente superiore di strumenti di controllo». Alla luce di ciò, i residenti del quartiere chiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni, al fine di affrontare in modo concreto e strutturato l’emergenza furti. «Auspico che questa richiesta pubblica possa, finalmente, smuovere qualcosa», conclude Armillotta.

Gli ultimi episodi sembrerebbero confermare, del resto, un quadro assai critico: «Due furti avvenuti intorno alle ore 20 in abitazioni adiacenti — ricorda Armillotta — e, a distanza di meno di un’ora, un ulteriore tentativo di intrusione a poche centinaia di metri. La misura è colma e la pazienza dei residenti è ormai esaurita», ribadisce il presidente del direttivo, che ritiene sia giunto il momento di valutare seriamente l’ingaggio di un istituto di vigilanza privata, organizzato e gestito direttamente dal quartiere: «Se le istituzioni non riescono a fornire risposte adeguate e tempestive — conclude — non vedo alternative per garantire la sicurezza dei cittadini».

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