L'ANALISI
16 Gennaio 2026 - 19:25
Messaggio truffa sul telefonino
CREMONA - Si presentava al vivaio, caricava le piante sul proprio furgone e mostrava delle distinte di pagamento di bonifici poi rivelatisi inesistenti. Un 52enne è finito in Tribunale con l’accusa di truffa ai danni di un vivaio cremonese e ieri il giudice ha ascoltato le testimonianze di alcuni dipendenti della ditta rimasta vittima del presunto raggiro.
Secondo la ricostruzione di un dipendente, responsabile della filiale del vivaio, l’uomo «si era presentato da noi, dicendo che doveva ritirare delle piante e chiedeva la fattura per poter effettuare il bonifico. Era titolare di una ditta di giardinaggio e, quando glielo abbiamo chiesto, ha presentato delle distinte di pagamento che sembravano in regola. Nel corso di diverse visite, effettuate tra giugno e i primi di luglio, aveva selezionato e prelevato numerose piante, soprattutto ulivi».
La frode è stata scoperta solo un mese dopo, durante i controlli di fine mese della contabilità. «In quel periodo eravamo pieni di lavoro – ha raccontato una dipendente dell’amministrazione – su due piedi noi vedevamo la distinta di pagamento e ce la facevamo bastare. Ma poi ci siamo accorti che i bonifici promessi non erano mai materialmente giunti a credito dell’azienda. Le distinte fornite dall’acquirente, inviate da un indirizzo email non aziendale, si erano rivelate dei falsi».
Il danno complessivo ammonta a 4.300 euro, frutto di sette o otto diverse transazioni non pagate. Dopo la scoperta dell’illecito, il vivaio ha inviato una diffida legale, senza però ottenere risposta. I titolari hanno anche cercato di contattare la moglie dell’imputato, indicata come la persona che in famiglia si occupava dei pagamenti, ma senza esito.
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