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Malattie respiratorie croniche: «Occhio alle polmoniti, lo stile di vita fa tutto»

Vitamine, qualità dell’aria, attività fisica. Il geriatra Crotti: «D’inverno aumenta il rischio di sviluppare sindromi gravi»

Claudio Barcellari

Email:

cbarcellari@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2026 - 05:25

Malattie respiratorie croniche, l'esperto: «Occhio alle polmoniti. Lo stile di vita fa tutto»

CREMONA - Il picco dell’influenza richiede la massima attenzione da parte dei più anziani. Soprattutto chi è affetto da malattie croniche, come la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) o l’asma. Tuttavia, basta poco per evitare di prendere una polmonite, con conseguente ricovero ospedaliero. Le raccomandazioni, riassunte dal dottor Cristiano Crotti, direttore dell’ospedale di comunità, sono valide tanto in inverno quanto durante l’anno: mai discostarsi dalla terapia per le malattie croniche; curare alimentazione e idratazione; e fare un minimo di attività fisica.

L’inverno porta un aumento delle malattie croniche, come l’asma e la Bpco. Quali sono i principali fattori che peggiorano queste patologie in inverno?
«All’ospedale di comunità stiamo registrando un incremento di polmoniti, che vanno però distinte tra quelle batteriche (come ad esempio quelle causate dal virus sinciziale) e quelle che si presentano come acutizzazione delle malattie croniche preesistenti. Tipicamente, molti anziani sono affetti da quest’ultima categoria di patologie. Infatti, è più probabile che una persona a cui è stata diagnosticata la Bpco sviluppi una polmonite. Il freddo stesso rappresenta un fattore di rischio. Infatti, a causa delle basse temperature, le vie respiratorie possono restringersi, con conseguenti attacchi di asma. È necessario fare più attenzione. Anche la disidratazione rappresenta una condizione che può compromettere il sistema immunitario dei più anziani. Durante l’inverno 'passa' anche la sete, e inevitabilmente, senza che il paziente se ne accorga, l’organismo si ritrova senza liquidi, perdendo così le funzioni e la forza di combattere contro le malattie. Può accadere anche a pazienti anziani che hanno appena subito un intervento chirurgico, e sono dunque allettati. In breve, la disidratazione è la prima causa di indebolimento del sistema immunitario».

Cosa possono fare i caregiver e i familiari per proteggere i propri cari, in particolare gli anziani, durante l'inverno?
«Innanzitutto, se l’anziano è già affetto da una patologia cronica come la Bpco o l’asma, è indispensabile che il caregiver si accerti che la terapia farmacologica venga rispettata. Non si tratta di un consiglio, ma di un’indicazione precisa, spesso semplice da seguire, che migliora con uno sforzo risibile la qualità della vita degli anziani. Dopodichè, per prevenire i 'malanni' di stagione più o meno gravi, è opportuno evitare contatti che possano determinare la trasmissione diretta della malattia. Ci sono poi varie strategie di autotutela, che durante la pandemia di Covid-19 abbiamo imparato ad osservare: la cura dell’igiene delle mani, l’utilizzo del gel che ammazza i virus. Per contrastare le conseguenze pericolose del freddo stesso, è necessario che gli ambienti dove si trascorre il tempo siano mantenuti caldi ma al contempo lievemente umidi. Un grado ragionevole di umidità dell’aria permette alle vie respiratorie di ‘intrappolare’ gli agenti patogeni nelle vie aeree superiori, senza che questi raggiungano quelle inferiori (bronchi e polmoni). È sufficiente aprire la finestra durante il giorno. Da ultimo, anche l’apporto vitaminico va tenuto sorvegliato: fondamentale la vitamina D (d’inverno tipicamente carente, a causa della minore esposizione al sole), ma anche le vitamine A e C. Si raccomanda invece di non assumere antibiotici senza la prescrizione del medico: sono l’ultima arma che abbiamo a disposizione per combattere i batteri, e se i cittadini ne abusano c’è il rischio che — come sta già accadendo — si sviluppino organismi che sopravvivono ai farmaci. Se così fosse, ci troveremmo senza difese».

Qual è il ruolo della vaccinazione in questo periodo dell’anno?
Si tratta di una protezione importantissima, forse la prima e principale in questo periodo dell’anno. Il senso del vaccino non è quello di impedire il verificarsi dell’infezione, ma quello di proteggerci da infezioni più gravi. Ciò detto, se l’anti influenzale è fondamentale soprattutto in questo periodo dell’anno, ci sono altre vaccinazioni che, combinate a questa, servono a proteggere gli anziani in ogni stagione: in particolare, il vaccino antipneumococcico, e quello contro l’herpes zoster (fuoco di sant’Antonio). Quest’ultimo, in particolare, è un virus che emerge quando il sistema immunitario è sotto stress, e se si manifesta è la spia di un’altra patologia che è già in corso. Con questi vaccini, gli anziani evitano il ricovero in ospedale, cosa che comporterebbe il rischio di essere contagiati da altri virus. Ricordo, infine, che si tratta di farmaci gratuiti: vale la pena approfittarne».

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