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SUL FIUME

Adesso le ‘casette’ diventano borgo fluviale

Isola Provaglio-Sales: nasce l’associazione per custodire i paesaggi del Grande Fiume. Domenica la presentazione ufficiale. Mariani: «L’iniziativa valorizza il nostro territorio»

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2026 - 08:30

Adesso  le ‘casette’ diventano borgo fluviale

CREMONA - Le casette sul Po di Isola Provaglio-Sales diventano ufficialmente «borgo»: si è costituita infatti l'associazione che ha come scopo quello di preservarne le caratteristiche e soprattutto l'ambiente circostante, a cominciare dalla golena e dal fiume. Il «Borgo fluviale di Isola Provaglio» si presenterà ufficialmente domenica, verrà scelto anche un gruppo ‘dirigente’ (le virgolette sono d’obbligo) al ristorante Lido Ariston-Sales, altra componente essenziale e caratteristica della zona che testimonia la convivenza con il fiume. Il nome Sales infatti è stato aggiunto ad Ariston perché nel ’59, durante la festa di inaugurazione del locale in muratura (era nato nel ’57, ma in legno), una piena improvvisa del Po costrinse gli invitati, cittadini di Stagno e di Brancere, a rifugiarsi su un pianoro sotto un grande salice piangente.

L'associazione nasce con l'obiettivo di curare le aree demaniali comprese nel borgo e nelle sue vicinanze, garantendone la manutenzione, la sicurezza e il decoro, gestire in forma condivisa le parti comuni e gli accessi, come la via alzaia, i percorsi laterali, i servizi comuni, assicurando il rispetto dell'ambiente.

Del resto non poteva essere diversamente in un territorio dove tutto parla d'acqua. Lo stesso nome del paese Stagno Pagliaro e poi Lombardo, per distinguerlo da quello parmigiano, la costellazione di bodri, le zone umide, le isole, i cantoni, le morte e i fossadoni. E naturalmente il Po. Qui il fiume ha perfino modificato la geografia incuneandosi con il suo corso tra i possedimenti, facendo diventare territori un giorno delle «signore marchesi Pallavicino», un altro del ‘parmigiano’ come le Branzere, oppure proprietà ‘dell’ospitale della Misericordia di Corte Maggiore’ e infine tutto cremonese.

processione

«A nome del Comune non posso che incoraggiare questa neonata associazione, augurando che possa crescere e contribuire alle attività di promozione del Grande Fiume» afferma Roberto Mariani, sindaco di Stagno e presidente della Provincia. Nell'incontro ci sarà l'occasione per fare il punto sui principali progetti che interessano il fiume: la ciclovia Vento, il progetto di rinaturazione delle aree golenali finanziato con i fondi Pnrr e le attività promosse dalla Riserva MaB Unesco Po Grande, Parco del Po e del Morbasco e della cosiddetta ‘Grande foresta di pianura’ che si estende tra Cremona e Stagno.

Le casette di Isola Provaglio (probabilmente prendono il nome da una famiglia imparentata con i nobili Costa, che verso la fine del XIX secolo costruiscono la cascina che dà il nome alla zona) sono in tutto una quindicina, e sono nate sul luogo dove un tempo erano sorte capanne abitate da barcaioli e pescatori. Le costruzioni sono legittime e autorizzate, perché nate prima delle norme che vincolano il paesaggio e di quelle idrauliche. Su questa sponda si è formata così una piccola comunità che già si prende cura del luogo, della via alzaia e delle aree verdi, ma non solo: tra gli obiettivi ci sono eventi, rassegne, mostre, conferenze e laboratori, pubblicazioni, la gestione in concessione di aree e beni demaniali e non da ultimi la partecipazione a bandi pubblici ed a progetti in linea con gli scopi dell’associazione e la collaborazione con soggetti pubblici e privati. Tra le priorità anche la tradizionale processione sul Po dell’Assunta.

Una comunità consapevole che il Po a volte fa le bizze, e che dunque deve pagare pegno ogni qual volta il fiume ‘entra in casa’. Ma i ‘Provagliesi’ sono preparati e attrezzati e in caso di piena intervengono autonomamente nelle fasi di prevenzione, messa in sicurezza delle attrezzature elettriche, traslochi di materiali, sgombero dei piani bassi, e intervenendo anche dopo la ritirata del Po con la pulizia del fango, delle ramaglie, e altro, limitando al minimo il ricorso alla Protezione Civile.

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