L'ANALISI
12 Gennaio 2026 - 19:47
Le due studentesse del Mit all’Aselli insieme alla professoressa Grazia Maria Rubini, il dirigente Alberto Ferrari e i due alunni che le ospiteranno
CREMONA - Nelle aule del Liceo ‘G. Aselli’ in questi giorni risuona un’energia nuova, che viene da lontano. Sono le voci di Serena Yeh e Sanskriti Singh, due studentesse arrivate dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, che per tre settimane hanno trasformato i laboratori e le classi in un crocevia internazionale di idee. Con loro, fino al 28 gennaio, saranno 16 le classi, tra quinte e quarte, che sperimentano l’insegnamento delle materie STEM in lingua inglese.
Serena, junior in chimica e biologia, non è solo una docente d’eccezione per le quinte: è una narratrice di molecole. Con lei, i complessi mondi delle biomolecole si dispiegano non come mere formule da memorizzare, ma come storie di legami, funzioni ed etica. Insieme a lei, grazie al programma di peer education a cui partecipa la scuola, nei laboratori la teoria diventa esperienza tattile, in reazioni osservate da vicino, in domande che nascono dallo stupore di vedere la scienza in azione.
Dall’altra parte del corridoio, tra le classi quarte, Sanskriti – computer studies assistant teacher – guida i ragazzi in un territorio altrettanto affascinante e quotidiano. Con la pacatezza di chi conosce profondamente la materia, smonta e ricostruisce il funzionamento delle piattaforme digitali che tutti usano, rivelando l’IA che ne anima le logiche. Ma la sua lezione va oltre il codice: diventa un forum sui dilemmi etici del nostro tempo, un esercizio di pensiero critico per distinguere le fonti, per riconoscere i dati ingannevoli, per interrogarsi su come vogliamo che questa tecnologia plasmi il futuro. Anche qui, le parole chiave sono coinvolgimento e scoperta, con esperimenti pratici che rendono tangibili anche i concetti più astratti.
Ad accogliere Serena e Sanskriti, offrendo loro non solo un tetto ma uno sguardo autentico sulla vita cremonese, due studenti dell’Aselli, Giuliano Ciaco e Iolanda Barboglio. È il sigillo umano su un progetto che, coordinato dalla professoressa Grazia Maria Rubini con il sostegno del dirigente Alberto Ferrari, va ben oltre il potenziamento linguistico o STEM. È uno scambio di prospettive, un ponte gettato tra l’eccellenza della ricerca universitaria d’avanguardia e la curiosità di una scuola superiore italiana.
Mentre le giornate scorrono tra esperimenti, discussioni e qualche chiacchierata informale, le due studentesse del MIT non stanno semplicemente ‘insegnando’. Stanno seminando curiosità, offrendo modelli, accendendo forse una scintilla di ambizione in qualcuno dei ragazzi che le ascoltano. E dall’altra parte, respirano l’atmosfera di un liceo storico italiano, assaporandone i ritmi e le relazioni. All’Aselli, per queste settimane, il futuro della scienza non è un argomento da manuale: ha il volto di Serena e Sanskriti, la loro competenza e la loro giovane passione.
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