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CREMONA

Inseguimento e pestaggio nel centro commerciale

Un adolescente è stato aggredito da coetanei, con due clienti rimasti feriti. L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza e sulle dinamiche di branco tra minorenni

La Provincia Redazione

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12 Gennaio 2026 - 05:25

Inseguimento e pestaggio nel centro commerciale

CREMONA - Un inseguimento degno di un film, ma senza finzione e senza colonna sonora. Solo le urla, le botte e la paura negli occhi di chi stava semplicemente facendo la spesa o approfittando della pausa pranzo. È successo venerdì, poco dopo le 13, all’interno di un centro commerciale cittadino, affollato come sempre a quell’ora.

Protagonisti, un gruppo di adolescenti: da una parte il branco, dall’altra il fuggitivo. Epilogo: un pestaggio violento, sotto gli occhi di decine di testimoni.

La scena si apre all’improvviso. Uno scappa, sei lo inseguono. Il ragazzo in fuga cerca di seminare gli altri, ma nella concitazione falcia un’anziana che cammina con le stampelle. La donna vola a terra «a pelle di leone», racconta chi ha visto tutto: una caduta durissima, una botta secca contro il pavimento.

Non è l’unica vittima collaterale. Pochi metri dopo, il fuggitivo inciampa e travolge un altro giovane, che sbatte il volto violentemente.

La corsa finisce lì. La ‘gazzella’ viene raggiunta dai ‘leoni’. Inizia il pestaggio, a pugni e calci. «Aveva l’impronta di una scarpa sul volto, lo hanno massacrato», racconta una testimone, ancora scossa, una delle tante persone che hanno assistito all’intera scena, dal primo all’ultimo fotogramma. Nessun tentativo di fermarsi, nessun ripensamento. Solo violenza.

A interrompere l’aggressione sono gli operatori della sicurezza del centro commerciale, intervenuti immediatamente. Poco dopo arrivano le volanti della polizia. Gli agenti separano i ragazzi, avviano le procedure di identificazione e raccolgono le testimonianze. Il branco viene poi accompagnato in questura dagli uomini della squadra Volante. Ma ciò che colpisce, più della violenza in sé, è l’atteggiamento mantenuto dai presunti responsabili. «Smargiassi, come se nulla fosse — giurano in molti — trasudavano impunità».

Nel frattempo, le conseguenze si contano: l’anziana in stampelle viene trasportata in ospedale per accertamenti, così come il ragazzo travolto durante la fuga. Ovviamente anche il giovane pestato viene caricato in ambulanza e affidato alle cure dei sanitari.

L’episodio riaccende un dibattito che a Cremona, come in molte altre città, non si è mai davvero spento: quello sulle bande minorili, sui cosiddetti ‘maranza’, su gruppi di adolescenti che sembrano muoversi secondo dinamiche di branco, dove la forza del numero diventa identità e la violenza linguaggio. È un tema delicato, che rischia facilmente di scivolare nella semplificazione o nella demonizzazione. Ma fatti come questo impongono una riflessione pacata e seria. Venerdì, tra le vetrine e i carrelli della spesa, è andata in scena una violenza che ha lasciato il segno. Non solo sui corpi di chi è finito a terra, ma anche nella memoria di una città che si è ritrovata spettatrice involontaria di un copione che, ormai, rischia di non essere più un’eccezione.

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Commenti all'articolo

  • 04973

    12 Gennaio 2026 - 06:18

    Hanno questi atteggiamenti perché sanno che non gli fanno nulla, una tirata d'orecchio e via. Se sono stranieri nati in Italia, comincia a togliere la cittadinanza ai genitori e rispedirli nei paesi d'origine e il giovanotto in riformatorio, poi vediamo.

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