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TERREMOTO NEL PD

«Non solo per eletti. Il partito è casa di tutti»

Burgazzi, Galletti e Piloni: Dem ancora divisi sulle dimissioni del segretario provinciale Bellini

Andrea Fiori

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redazione@laprovinciacr.it

10 Gennaio 2026 - 08:49

«Non solo per eletti. Il partito è casa di tutti»

Nel riquadro Michele Bellini

CREMONA - Non si ferma il terremoto che sta investendo il Partito Democratico cremonese dopo le dimissioni di Michele Bellini da segretario provinciale per ragioni strutturali e, soprattutto, politiche.

bellini

Sulla vicenda è intervenuto ieri, con un lungo post sui suoi profili social, l’assessore Luca Burgazzi che, dopo aver ricordato il suo impegno — quasi ventennale — all’interno del Pd cittadino, rispedisce al mittente alcune delle accuse mosse da Bellini.

burgazzi

«Ritengo inaccettabile — ha scritto Burgazzi — una rappresentazione riduttiva e distorta della nostra comunità politica». Descrivere il Partito democratico «come un luogo composto esclusivamente da eletti, quasi che il passaggio attraverso il consenso popolare e la verifica elettorale costituiscano un elemento negativo o un indice di mera conservazione» è, secondo l’assessore, «una lettura non solo superficiale, ma profondamente fuorviante».

Secondo Burgazzi, la presenza nei gruppi dirigenti di persone direttamente elette costituisce, invece, un fattore di solidità e di piena legittimazione democratica, senza però ridurre il partito a una semplice proiezione delle istituzioni. «La sfida più complessa del presente — ha continuato Burgazzi — consiste proprio nel rinnovare le forme dell’organizzazione politica e della partecipazione al di fuori delle istituzioni». Gli spazi dove impegnarsi, dunque, esistono, ma «bisogna avere il coraggio di prenderseli e, soprattutto, di viverli».

L’assessore, eletto per la prima volta nel 2014, pur riconoscendo i problemi del Partito democratico («Si può e si deve migliorare, anche raddoppiando gli sforzi», scrive), ritiene che «il tema delle dimissioni del segretario provinciale», pur ponendo «questioni rilevanti e non eludibili», non possa «essere affrontato riducendo il dibattito alla mera occupazione di ruoli», in quanto «le funzioni di responsabilità richiedono esercizio quotidiano, pazienza, dedizione e capacità di costruzione politica». Nell’individuazione del nuovo segretario provinciale che guidi la comunità del Pd, che «è viva e va rispettata», secondo Burgazzi sarà necessario disporre di qualità che vadano oltre le «solide competenze teoriche o accademiche». Sarà indispensabile «tornare a una presenza costante nei territori, al dialogo diretto con le persone, alla capacità di intercettare i problemi e di elaborare risposte concrete», partendo dalla consapevolezza che «guidare una comunità politica significa assumere un ruolo di servizio». 

galletti

L’auspicio di una maggiore (e ritrovata) apertura alla comunità è condiviso anche da Roberto Galletti, segretario cittadino del Pd dal 2023, che non ricopre incarichi istituzionali nell’ambito della Giunta. «Ritengo che le cittadine e i cittadini abbiano ancora bisogno di uno spazio politico in cui incontrarsi, riconoscersi e fare politica — scrive Galletti in una nota —. Nel Partito democratico questi spazi esistono e sono ancora luoghi di confronto tra iscritti ed eletti. Indubbiamente, devono diventarlo ancora di più, grazie a una maggiore apertura verso la società e verso le parti vitali della città, che possono dare un contributo anche senza essere necessariamente vicine al partito».

La sfida, dunque, è «complessa ed esigente» ed è necessario che il Pd sia unito nell’affrontarla, «costruendo un progetto che non può gravare sulle spalle di una sola persona, ma di un’intera comunità politica, forte della propria passione e della propria storia», conclude Galletti.

Ma il segretario cittadino, che come Bellini fa parte dei ‘non eletti’ che ricoprono incarichi per il partito, riconosce che «l’impegno assunto da Michele (Bellini, ndc) pochi mesi fa era ed è particolarmente gravoso: guidare una comunità di partito a livello provinciale è una scelta di vita molto impegnativa, soprattutto quando non esiste una struttura in grado di sostenere, anche dal punto di vista economico, una presenza forte dei propri quadri dirigenti all’interno dei processi politici territoriali».

Sostegno verso l’ormai ex segretario provinciale è arrivato anche dal consigliere regionale dem Matteo Piloni: «Fare politica richiede tempo ed energia, soprattutto se sei chiamato a guidare un partito che ha responsabilità importanti sul proprio territorio. E certamente comporta fatica. Farlo ‘fuori’ dalle istituzioni ne richiede ancora di più. La politica e il Partito non si fanno solo con gli eletti, ma guai se gli eletti non ci fossero». 

piloni

Ma la riflessione sul Partito democratico cremonese, come hanno riconosciuto tutti e tre gli esponenti dem, si inserisce in un quadro più ampio di crisi e destrutturazione dei partiti: fenomeni per i quali non esistono ancora risposte efficaci. Nonostante ciò - per dirla con Galletti - lo strumento «partito» rappresenta ancora un legame forte e importante (pur non essendo l’unico) tra le istituzioni e il territorio, tra la comunità e chi ha la responsabilità di amministrarla».

Il confronto innescato dalle dimissioni dell’ex segretario provinciale Bellini resta dunque aperto, e mette in evidenza questioni politiche e organizzative che attraversano l’intero Partito democratico. La scelta del nuovo segretario dem per la provincia di Cremona si configura come una sfida delicata e decisiva, chiamata a tenere insieme rappresentanza istituzionale, partecipazione politica e radicamento nel territorio.

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