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Sindacati allarmati: Sogis senza stipendi, rischio per 51 famiglie

Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec denunciano la crisi della storica azienda chimica sospirese, con impianti fermi e arretrati non pagati. Chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto per garantire sicurezza occupazionale e tutela delle competenze dei lavoratori

Antonella Bodini

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redazione@laprovinciacr.it

09 Gennaio 2026 - 16:22

Sindacati allarmati: Sogis senza stipendi, rischio per 51 famiglie

SOSPIRO - Quella che la Sogis, storica azienda sospirese attiva nel settore chimico, sta vivendo è una crisi senza precedenti. Così l’hanno definita i sindacati Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec nel comunicato congiunto diffuso ieri.

“Una crisi senza precedenti - si legge nel comunicato - che mette seriamente a rischio il futuro di 51 lavoratori e delle loro famiglie. Dopo anni di perdite, nel 2024 il pacchetto di maggioranza è stato ceduto alle società 7B-Oil Distribuzione e Seven B Oil Srl, per poi passare, nel luglio 2025, alla società inglese Multiasset Management Limited. Da quel momento: solo promesse di ricapitalizzazione e rilancio ma nessun atto concreto. Ad oggi la situazione appare drammatica: gli impianti sono fermi, i conti correnti pignorati e gli stipendi non pagati”.

Il fermo degli impianti, avvenuto nell’aprile 2025 a seguito dell’interruzione della fornitura di gas da parte di Shell Energy per insolvenza, ha aperto una crisi molto grave. Non è stato presentato alcun piano industriale, non sono arrivati investimenti e non esiste alcuna certezza per i lavoratori. Attualmente i dipendenti si trovano in una condizione di estrema difficoltà, tra pagamenti diretti Inps per la cassa integrazione, retribuzioni erogate solo parzialmente e anticipi promessi nei tavoli negoziali ma mai corrisposti. Le mensilità arretrate continuano ad accumularsi: settembre risulta pagato solo in parte, mentre ottobre, novembre, dicembre e la tredicesima mancano completamente all’appello. Il 26 novembre 2025 l’azienda ha presentato un’istanza di concordato in bianco presso il Tribunale di Cremona, senza fornire indicazioni chiare sui tempi e sulle risorse necessarie per affrontare la crisi. 

quarantini

“Il silenzio della proprietà è assordante e profondamente irresponsabile. I lavoratori sono stati abbandonati” – dichiara Marco Quarantini, segretario generale Femca CISL Asse del Po – “chiediamo l’attivazione immediata di un tavolo di crisi territoriale per individuare soluzioni concrete che tutelino i dipendenti e, allo stesso tempo, favoriscano il rilancio e lo sviluppo del potenziale di Sogis. Il capitale umano è l’asset più importante. In queste condizioni, però, ben presto non resterà più nessuno a gestire impianti che, per la natura dei processi produttivi, richiedono professionalità consolidate”. Un patrimonio che rischia di andare disperso. “Se la volontà della società è davvero quella di riabilitare Sogis preservando il valore aziendale e i posti di lavoro, occorre agire subito. È necessario sanare i debiti accumulati verso i dipendenti attraverso il versamento sui conti aziendali della ricapitalizzazione societaria avvenuta con l’ingresso del fondo inglese Multiasset Management Limited e presentare al tribunale la richiesta di pagamento delle mensilità arretrate ai lavoratori, in qualità di creditori privilegiati, come previsto dalla procedura di concordato preventivo”.

“Diversamente – conclude Quarantini – il territorio perderà un altro pezzo di industria o, peggio, si ritroverà con una società senza persone. Sembra che si stia giocando d’azzardo sulla pelle dei lavoratori per tentare di rilanciare un’azienda gravata da debiti frutto di una gestione fallimentare. Qual è il vero obiettivo? Dov’è la responsabilità sociale verso chi, per anni, ha garantito i guadagni dell’impresa?”.

Dello stesso avviso Mario Santini, segretario generale Filctem Cgil di Cremona: “Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Sogis che attendono da troppo tempo le loro legittime retribuzioni. C’è chi aspetta ancora lo stipendio di settembre scorso e questo significa non aver passato un buon Natale e un buon inizio d’anno. La proprietà, da noi più volte sollecitata, ha sempre affermato, a parole, di voler procedere rapidamente al riavvio dell’attività e al pagamento delle spettanze arretrate, ma nei fatti non ha mai dato corso a queste dichiarazioni. Non sono stati messi nuovi capitali sul tavolo, tantomeno nei conti correnti dei lavoratori”. Cosa che desta notevole preoccupazione “e non permette una grande fiducia in un imminente riavvio della produzione. La situazione è ormai troppo aggrovigliata per essere risolta in tempi brevi. Per questo appoggiamo qualsiasi iniziativa utile alla risoluzione della vertenza e sollecitiamo tutte le istituzioni a intervenire affinchè la proprietà compia i passaggi necessari per mantenere l’occupazione e la produzione nel sito di Sospiro”.

Giovanni Pelizzoni, segretario generale Uiltec Cremona-Mantova, evidenzia la complessità della situazione. “Le vicende legate agli assetti societari e la successiva crisi di liquidità stanno mettendo seriamente a rischio la ripartenza che, di volta in volta, ci è stata prospettata ai tavoli di confronto, ma che ad oggi non si è mai verificata. Il forte senso di responsabilità e l’attaccamento dimostrati dai dipendenti verso un’azienda storica del territorio sono ammirevoli e fuori discussione, tuttavia il protrarsi di questa incertezza rischia di svuotare Sogis delle professionalità e delle competenze indispensabili per ripartire”.

“Un Natale senza stipendio non è certo una situazione facile e, in alcuni casi, è diventata disperata – conclude – Anche per questo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di crisi presso Regione Lombardia, coinvolgendo tutte le istituzioni e i soggetti preposti, per garantire una copertura sociale adeguata qualora la situazione dovesse proseguire. Le responsabilità non possono in alcun modo essere attribuite alle maestranze”.

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