L'ANALISI
04 Gennaio 2026 - 17:43
CREMONA - «In questi ultimi giorni avete ascoltato e sentito Gesù chiedere a ciascuno di noi: ‘Che cosa cerchi?’» ha ricordato frère Matthew, priore della Comunità di Taizé, nella meditazione conclusiva del 31 dicembre all’Accor Arena a Parigi. «Quale risposta è emersa dal vostro cuore nella preghiera, condivisione e riflessione insieme, e nella solitudine del silenzio?» I giovani della diocesi di Cremona che hanno partecipato al ‘Pellegrinaggio di fiducia sulla terra’ hanno vissuto un’esperienza intensa di fraternità e spiritualità.

Lo racconta il sito della Diocesi: la prima giornata è stata dedicata al viaggio e all’accoglienza nelle famiglie delle parrocchie locali. Quindi il trasferimento verso il centro di Parigi ha offerto nuovi momenti di incontro e di servizio: a Champ-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel, i ragazzi cremonesi hanno ritirato il cibo offerto dagli organizzatori condividendo il momento del pasto con le migliaia di giovani europei. Le preghiere pomeridiane con i frati di Taizé si sono svolte in Saint-Sulpice, Sacré-Cøeur de Montmartre e Saint-Eustache.

Le due serate all’Accor Arena hanno riunito circa 15mila giovani partecipanti in una grande preghiera ecumenica: cristiani cattolici, ortodossi e protestanti hanno pregato insieme. Il pomeriggio del 31 dicembre circa 950 giovani italiani, provenienti da diverse regioni, si sono ritrovati nella chiesa di Sainte-Madeleine per l’incontro nazionale guidato da un frate di Taizé.
Tra workshop e momenti di riflessione guidati da giovani, sacerdoti e membri di diverse comunità, la domanda guida dell’incontro «Che cosa cercate?» ha trovato risposta in percorsi ricchi di significato. Anche il vescovo Antonio Napolioni ha tenuto un workshop: «Qui inizia una relazione. Questa esperienza offre una relazione fatta di testimonianza, accoglienza, preghiera semplice, bellezza del trovarsi insieme e confronto sulle grandi sfide della vita, anche quella del futuro delle nostre comunità. Imparare a pregare nell’unità tra cristiani è un grande segno che rimarrà nel cuore dei partecipanti».

La notte del 31 dicembre i giovani sono tornati nelle parrocchie e nelle famiglie ospitanti per pregare insieme per la pace. Alla mezzanotte del 31 ogni parrocchia ha ospitato la grande «festa delle nazioni», un momento di gioia condivisa. Al termine del pellegrinaggio don Francesco Fontana ha ricordato: «I giovani cercano sempre ciò che è vero, ciò che è concreto, autentico. Cercano la vita, l’amore, la gioia. E le cercano tutti, anche coloro che qui non ci sono. La comunità di Taizé ci ha suggerito di metterci in questa ricerca, di scendere nella profondità attraverso la preghiera e il silenzio, in un contesto di incontro tra giovani di tante chiese, popoli e culture diverse».
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