Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA. LA TRADIZIONE DI SAN FRANCESCO

Presepe via per la pace, scelta «di luce» a Santa Rita

Cibo e calore non dovrebbero mai mancare, come accade invece in guerra

Gianpiero Goffi

Email:

redazione@cremonaonline.it

02 Gennaio 2026 - 19:44

 Presepe via per la pace, scelta «di luce» a Santa Rita

Il rettore della chiesa di Santa Rita don Claudio Anselmi davanti al presepe in stile napoletano

CREMONA - C’è anche la chiesa di Santa Rita (Sante Margherita e Pelagia) di via Trecchi nel circuito della quattordicesima edizione della Mostra di presepi promossa dall’Associazione italiana Amici del Presepio, dal Comune e dalla Provincia di Cremona, dalla Fondazione Città di Cremona, dall’unità pastorale Sant’Omobono e dall’Auser Unipop Cremona - Scuola di pace.

Accanto alle opere della rassegna, nella chiesa cinquecentesca è possibile ammirare il presepio artistico più grande, in stile napoletano, realizzato dal rettore don Claudio Anselmi in collaborazione con alcuni volontari dell’associazione Amici di Santa Rita, e collocato nella nicchia di un altare laterale, sulla destra dell’ingresso, sotto l’affresco di Gesù fra i dottori.

«Una scelta di luce e di contemplazione», così don Anselmi riassume i criteri che lo hanno guidato quest’anno nella rappresentazione della Natività. Una tradizione rilanciata soprattutto a partire dal 2023 e dall’ottavo centenario del presepio vivente voluto a Greccio da San Francesco, e meditata sulla scorta delle riflessioni di don Primo Mazzolari e del missionario Arturo Paoli. Una luce pertanto che non corrisponde alle «luci del mondo», e una «contemplazione» alla quale si può giungere partendo dall’emozione che il presepio suscita, trasformandosi in sentimento e da questo nella consolazione e nella gioia della fede.

gfgf

«Contemplare il Dio fatto uomo in Gesù Cristo apre il cuore all’Amore e alla Pace», è scritto davanti all’icona del Natale.

Le statue della Santa Famiglia sono grandi — spiega il rettore — perché «il nostro focus è lì», e sono vestite elegantemente e nobilmente, secondo la tradizione settecentesca napoletana, a sottolinearne la dignità. Se Gesù bambino, Maria e Giuseppe ne costituiscono l'elemento prominente, senza che nell’opera siano rappresentati altri personaggi come i pastori, spicca, sulla sinistra, una grande stella luminosa, ad indicare «la luce che squarcia le tenebre e riverbera il mistero dell’Incarnazione», dorando anche il cielo del panneggio, dal quale discendono gli angeli ad annunciare in terra la gloria di Dio e la pace agli uomini.

fdf

Alla base sono collocati, sui due lati, una ciotola con l’acqua, alcuni frutti, il pane, il fuoco «ad indicare gli elementi essenziali — il cibo, il calore — che, pur in una vita povera di mezzi, non dovrebbero mai mancare», come purtroppo avviene, anche deliberatamente, in tempi e luoghi di guerra.

Fra le prossime iniziative degli ‘Amici di Santa Rita’, don Anselmi preannuncia il pellegrinaggio, dal 4 al 6 maggio 2026, nei luoghi di San Francesco (Assisi, La Verna) e della ‘santa degli impossibili’ (Cascia, Roccaporena). La rettoria è disponibile per informazioni e iscrizioni.

IN DUOMO LA NATIVITÀ PIÙ ANTICA

C’è un angolo della cattedrale di Cremona che, in questi giorni, invita a rallentare il passo e a fermarsi a osservare. Lo ricorda il sito della Diocesi, spiegando che nell’ultimo altare a sinistra, prima del transetto, è esposto un presepe che viene da lontano. Non solo lontano nel tempo, ma anche nella storia della devozione locale: è il più antico presepe cremonese, conosciuto come ‘Presepio del Paladino’, dalla chiesa in cui era conservato originariamente, appunto l’Oratorio del Paladino, a Rivolta d’Adda.

POPè

Nel tempo di Avvento e di Natale la sua presenza in cattedrale (solitamente è custodito nel Museo diocesano) diventa un dono per i fedeli e per i visitatori. Si tratta di una rara ancona lignea, realizzata nel 1480 da Bongiovanni de’ Lupi, che consente di riscoprire una forma antica di narrazione del mistero della Natività, quando la fede prendeva corpo nel legno intagliato e nel colore dorato. Originariamente collocata sull’altare dell’oratorio del Paladino, la natività fu trasferita all’inizio del Novecento nella parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Sigismondo, a Rivolta d’Adda, per poi trovare posto al Museo diocesano di Cremona.

La firma incisa e dorata sulla predella (Boniohanes de lvpis de lavde intaliavit pinxit et doravit MCCCCIXXX) conferma con chiarezza la datazione e l’esecuzione da parte di Bongiovanni de’ Lupi, membro di una nota bottega lodigiana. In molte parrocchie sopravvivono ancora allestimenti novecenteschi in gesso, segno di una pietà popolare diffusa. Ben più raro è, invece, incontrare una natività lignea tardomedievale giunta fino a noi, come quella realizzata nel 1480 da Bongiovanni de’ Lupi. L’ultimo restauro, eseguito nel 1998 da Eugenio Gritti, ha permesso di comprenderne la complessa struttura: un tavolato dipinto sul quale sono applicati rilievi intagliati singolarmente, secondo una tecnica raffinata e paziente. La scena della Natività si sviluppa dentro una cornice traforata a motivi vegetali. Al centro il Bambino Gesù (unica figura a tutto tondo) giace su un lettuccio di rami intrecciati. Attorno a lui la Vergine inginocchiata e san Giuseppe in adorazione, affiancati da piccoli angeli oranti. Sullo sfondo si articolano il paesaggio, i pastori, la capanna con il bue e l’asino, mentre resti della policromia originaria emergono ancora nel prato fiorito e in alcune dorature. Le figure principali sono state ridipinte probabilmente nel Seicento, testimonianza del lungo percorso di conservazione e restauro.

LA MOSTRA È APERTA FINO ALL'11 GENNAIO 2026 A SAN PIETRO AL PO E IN COMUNE

Prosegue fino all’11 gennaio 2026 la quattordicesima edizione della mostra promossa dall’associazione italiana Amici del Presepio. Le Natività esposte sono 55 e si possono visitare nel refettorio della chiesa di San Pietro al Po, con ingresso da via Cesari 18, e in municipio, nel Salone dei Decurioni.

fd

Sono tutte opere artigianali e vengono esposte a Cremona per la prima volta. Ci sono sia presepi in stile palestinese, la classica rappresentazione della natività con scenario mediorientale, che in stile popolare, con ambientazione in un borgo, in una cascina o in un paesaggio montano. La mostra è aperta nel refettorio della chiesa il sabato dalle 15 alle 18 e nei giorni festivi 10-12 e 15-18.

Nel Salone dei Decurioni di Palazzo comunale i presepi sono visitabili dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18. Sono previste visite fuori orario per gruppi e scuole, contattando il numero 346 3091505.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400