L'ANALISI
CASTELVERDE: IL LUTTO
04 Gennaio 2026 - 11:59
Piero Mondini si è spento a 103 anni
CASTELVERDE - Si è spento Piero Mondini, 103 anni, decano degli allevatori cremonesi. Con lui se ne va molto più di una figura storica: se ne va un pezzo di ossatura del mondo agricolo provinciale, uno di quelli che non fanno rumore ma tengono in piedi l’edificio. Profondo il lutto del Primario. La Libera si stringe attorno alla famiglia in un forte abbraccio.
Mondini è stato un uomo di campagna nel senso più pieno del termine. Agricoltore prima che dirigente, concreto prima che celebrato. Ha attraversato un secolo abbondante di cambiamenti senza mai rincorrerli né subirli, ma governandoli con una cifra tutta sua: equilibrio. È questa la parola che meglio racconta la sua lunga parabola pubblica e privata: equilibrio tra tradizione e innovazione, tra interessi diversi, tra visioni anche lontane che lui riusciva a tenere insieme senza mai forzare.
Socio storico della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Mondini è stato un riferimento stabile, riconosciuto, trasversale. Non un uomo da bandiere o da schieramenti, ma da sintesi. La sua autorevolezza non derivava dagli incarichi, pure numerosissimi, bensì dal fatto che, nei momenti decisivi, c’era. E sapeva cosa dire. E quando ascoltare.
Il suo nome è legato in modo indissolubile allo sviluppo della zootecnia cremonese e alla storia della Fiera di Cremona, di cui è stato protagonista vero, non solo simbolico. Ha contribuito a costruire luoghi, istituzioni, relazioni che ancora oggi sorreggono il sistema agricolo locale. Sempre con uno stile sobrio, mai autoreferenziale, lontano da ogni tentazione di protagonismo, nonostante il suo fosse un curriculum da film biografico: presidente della Camera di Commercio, tra i fondatori dell’Associazione Provinciale Agricoltori, uno dei padri della Fiera di Cremona, Grande Ufficiale della Repubblica.
Chi lo ha conosciuto lo descriveva come una presenza rassicurante: uno che non alzava la voce, ma la faceva ascoltare. Uno che non cercava consenso, ma lo raccoglieva. Uno che non semplificava, ma chiariva. Anche per questo Mondini è rimasto centrale fino alla fine, rispettato da generazioni diverse, capace di parlare al presente senza mai sembrare fuori tempo.
Con la sua scomparsa si chiude una stagione lunga e densa dell’agricoltura cremonese. Non una pagina nostalgica, ma un capitolo fondativo. Di quelli che spiegano perché Cremona è diventata quello che è. E perché, senza figure come Piero Mondini, non lo sarebbe mai stata.
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