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IL PUNTO

La calma piatta va bene solo in barca

Secondo la stima della Cgia di Mestre, Cremona si trova al 76° posto tra le province italiane in quanto a incremento previsto del Pil, sintomo di un'attività economica che non decolla. Zis, Cluster e Zls sono le armi giuste per scongiurare questo scenario

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2026 - 05:05

La calma piatta va bene solo in barca

Calma piatta. Per chi ama andare in barca su uno dei nostri bei fiumi è la condizione ideale: assenza di vento e onde, ovvero bonaccia assoluta, superficie dell’acqua liscia come uno specchioIdeale per la navigazione tranquilla ma che rischia di diventare noiosaIn economia lo stesso concetto suona invece come un campanello d’allarme, indica una fase di stagnazione o crescita molto lenta e stabile del Pil, e delinea un andamento complessivamente debole; non è una recessione, ma una situazione dove i rischi permangono mentre l’attività economica non decolla, spesso in attesa di stimoli o cambiamenti, come la fine del Pnrr, creando un quadro di stabilità apparente ma con tensioni sottostanti.

L’ultima stima in ordine di tempo relativa al territorio cremonese per l’anno appena iniziato è della Cgia di Mestre, centro studi notoriamente affidabile. La riportiamo oggi a pagina 3 e ci dice che il 2026 corre fortemente il rischio di ‘calma piatta’, appunto: l’incremento previsto del Pil provinciale sarà dello 0,47 per cento a fronte di una media regionale lombarda dello 0,73 e dello 0,66 a livello nazionale.

Giusto per dare un’idea dello stato dell’arte, vediamo cosa accade nelle province vicine e simili per economia e popolazione: per Piacenza è prevista una crescita dello 0,83 per cento, a Reggio Emilia dello 0,91, Lodi dello 0,81. In questo scenario Cremona e il suo territorio scivolano al 76° posto della graduatoria nazionale su 107 provinceSono solo previsioni, certo, ma non per questo vanno prese sotto gamba. Come fronteggiare questo scenario è la scommessa del 2026, le ‘armi’ da mettere in campo ci sono, vanno affilate e utilizzate con convinzione. Le principali si chiamano Zis, Cluster e Zls.



Certo, possono poco contro i mali endemici del territorio, su tutti il nodo delle infrastrutture, ma possono comunque favorire il rilancio dell’economia. Vediamo dunque, in breve di che cosa si tratta, perché nei prossimi mesi ne sentiremo parlare molto e dunque è necessario un piccolo ripassoZis è l’acronimo di Zone di Innovazione Sviluppo. Rappresentano un modello promosso da Regione Lombardia per la creazione di progettualità settoriali diffuse sul territorio grazie alla collaborazione tra imprese, università, mondo della ricerca, istituzioni ed enti pubblici enti di formazione e realtà sociali.

L’obiettivo è ambizioso: rafforzare gli ecosistemi per renderli identificabili e unici a livello nazionale e internazionale. Il loro compito è far nascere e crescere imprese innovative e start up di settore, favorire la sinergia in termini di scambio di informazioni tra aziende e centri di ricerca e la collaborazione tra imprese. In pratica sono strumenti a sostegno della crescita. Nella prima fase la dotazione economica prevista dalla Regione è di un milione di euro; i progetti ammessi riceveranno un contributo a copertura della metà delle spese di consulenza entro un limite centomila euro. La dotazione finanziaria della Fase 2 sarà individuata a breve.

Lo scorso 24 ottobre i presidenti delle Province di Cremona, Brescia, Lodi e Mantova hanno firmato, proprio a Cremona, la lettera di intenti che avvia un percorso condiviso per la candidatura congiunta dei quattro territori alla Zona di Innovazione e Sviluppo dedicata al settore agro-alimentare. La seconda Zis che afferisce alla provincia di Cremona è quella della cosmesi, relativamente alla quale proprio nelle ultime settimane è stato firmato l’atto notarile che sancisce la nascita del Cluster.

«La sola cosmetica lombarda rappresenta il 65 per cento del fatturato nazionale», ha ricordato recentemente il senatore Renato Ancorotti, imprenditore del settore. E una fetta importante di questo comparto ha sede proprio nel Cremasco, come ha più volte riconosciuto la stessa Regione, a cominciare dall’assessore Guido Guidesi.

Cluster significa, letteralmente, raggruppamento di elementi omogenei e tradotto in termini economici, prendendo la definizione che ne danno le imprese interessate, «rappresenta un network dinamico e interconnesso di aziende, istituzioni accademiche, centri di ricerca e associazioni operanti nel settore cosmetico. Comparto che, peraltro, viaggia fortissimo, con crescite a doppia cifra e con un export superiore al 40 per cento. Imprese sane che però devono necessariamente programmare il futuro per restare competitive. Grazie al ruolo di coordinamento e collaborazione, il Cluster facilita la condivisione di conoscenze, l’accesso a risorse specializzate e la creazione di forti sinergie tra i diversi attori».

Ciò è un presupposto fondamentale per la creazione della Zis del settore. Infine ci sono le Zls, che sta per Zone Logistiche Semplificate. È un altro strumento individuato da Regione Lombardia e riguarda i porti fluviali. Vale la pena di accennare al fatto che il porto di Cremona è un’area ricca di storia, da antico e floridissimo snodo romano a luogo di un grande progetto incompiuto del Novecento, legato al Po e ai sogni di navigazione, che oggi convive con la sua importanza storica e i suoi resti, ma con un’attività fluviale molto ridotta rispetto alle ambizioni passate. Ambizioni che ora si cerca di riattualizzare.

Come è stato opportunamente ricordato nel numero di Mondo Business, il magazine economico allegato al nostro giornale, «la logistica è un fattore chiave di competitività, soprattutto per un territorio manifatturiero e agroindustriale. La Zls può semplificare procedure, ridurre tempi e costi, rendendo più efficiente l’accesso ai mercati nazionali e internazionali. Integrata con le Zis, la Zls può rafforzare l’intera catena del valore, collegando produzione, trasformazione e distribuzione in un sistema più fluido e attrattivo. La combinazione tra Zis e Zls delinea dunque una strategia territoriale coerente: innovazione nei processi e nei prodotti, sostenibilità ambientale e sociale, infrastrutture logistiche competitive».

Nelle prossime settimane, proprio a Cremona ci saranno i primi passi per concretizzare la Zls mettendo allo stesso tavolo istituzioni e i possibili stakeholder. Dare un po’ di onde e di vento alla calma piatta non è impossibile, basta volerlo con convinzione e con la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Il porto di Cremona, per la sua storia e la sua collocazione, merita una vita più vigorosa dell’attuale. Una centralità che potrà rivelarsi salutare per l’intera economia.

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