L'ANALISI
02 Gennaio 2026 - 16:56
SONCINO - La fine dei lavori, stavolta, non è più uno slogan buono per una brochure. È davvero dietro l’angolo. Alla Fondazione la lunga e complessa ristrutturazione della palazzina Liberty dedicata ad Anna e Luigi Danesi è ormai in dirittura d’arrivo e, dopo mesi di cantieri, autorizzazioni, imprevisti e rallentamenti inevitabili, il traguardo comincia finalmente a vedersi. «Possiamo affermare con orgoglio e soddisfazione che anche questa importante impresa sta per essere ultimata», conferma la presidente della, Silvana Comaroli, che guarda con fiducia alla fase finale del percorso. Nei prossimi mesi si attenderanno le autorizzazioni necessarie da Regione Lombardia e Ats Val Padana, passaggi indispensabili per rendere pienamente operativa la struttura e attivare anche una nuova unità di offerta sociosanitaria.


L’operazione, resa possibile grazie al contributo del Bonus 110, ha un valore complessivo di 5 milioni e 200 mila euro e non si è limitata a un semplice restyling. Si è trattato di una ristrutturazione profonda, che ha riguardato sia l’efficientamento energetico sia l’adeguamento antisismico dell’edificio. Fondamenta completamente rifatte, cappotto, tetto rinnovato, impianto fotovoltaico, nuovi serramenti a triplo vetro, ridistribuzione degli spazi interni e rifacimento di pavimenti e tinteggiature: un intervento strutturale che ridisegna il futuro della Fondazione.
La prima parte dei lavori ha interessato l’ala dove trovavano posto il centro prelievi, i servizi domiciliari, i poliambulatori privati e quelli in convenzione con l’Asst di Crema, oltre agli uffici amministrativi. Ora l’obiettivo è riportare progressivamente tutte le funzioni nella loro sede naturale, dopo la temporanea riallocazione necessaria per consentire i lavori, e completare il nuovo reparto di degenza.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: ampliare i servizi, rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze dei cittadini di Soncino e del territorio circostante, rafforzando il ruolo della Fondazione come presidio sanitario e sociale di riferimento. Un investimento importante, non solo in termini economici, ma di visione, che guarda al futuro senza dimenticare il valore storico e simbolico dell’edificio.
Dopo mesi di ponteggi, rumori e attese, la sensazione diffusa è che il difficile sia alle spalle. Ora resta l’ultimo tratto di strada, quello decisivo, per restituire alla comunità una struttura rinnovata, moderna e pronta a svolgere fino in fondo la sua funzione. E, questa volta, l’arrivo sembra davvero vicino.
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