L'ANALISI
22 Dicembre 2025 - 09:38
SONCINO - Il Comune ha aperto un Infopoint regionale e ha accentrato la gestione del turismo. Ma la Pro loco non l’ha presa per niente bene. E l’associazione guidata da Pervinca Pedrini adesso è sul piede di guerra.


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«Abbiamo letto con sorpresa le dichiarazioni dell’assessore Chiara Rossi. Finalmente, dopo cinque anni, Soncino ha nuovamente un Infopoint; ma non è della Rocca, bensì dell’amministrazione. L’assessore – incalzano i volontari – forse non ricorda che abbiamo gestito il centro di accoglienza provinciale per trent’anni e l’Infopoint per tre. Però nel 2020, a causa di una mancata dichiarazione di rilevanza del sindaco Gabriele Gallina, la Regione non ha rinnovato il riconoscimento. Quindi – si chiedono dall’associazione – si sono accorti solo ora che l’Infopoint è rilevante?»
Secondo Pedrini e gli altri soci ci sarebbe stata poca riconoscenza: «La Pro Loco ha continuato a promuovere Soncino, sia attraverso i social sia tramite la stampa, e con depliant anche in inglese a proprie spese. Non abbiamo meriti? L’amministrazione dovrebbe promuovere tutti i monumenti di Soncino e non solo la rocca. In primis il Museo della Stampa, che è il secondo più visitato della provincia».
Stando ai volontari sarebbero i risultati a parlare per loro: «La Pro Loco è stata ricevuta dal Santo Padre e gli ha donato la prima pagina della Bibbia ebraica e diverse pubblicazioni su Soncino. Abbiamo ottenuto per le Radici il titolo di Sagra di Qualità, il Museo ha il certificato di eccellenza TripAdvisor ed è tra i dieci meglio recensiti del mondo. Il sindaco e l’assessore come vogliono pubblicizzare il borgo, invece?»
Pomo della discordia, soprattutto il nuovo biglietto che garantisce solo l’accesso alla fortezza: «Così si penalizzano il Museo della Stampa e i turisti. Il prezzo del biglietto è rimasto invariato: una famiglia, dopo aver speso 16 euro per visitare la Rocca, sarà disposta a spendere altri soldi per vedere il museo?».
Un confronto a porte chiuse c’è stato ma la pace sembra più lontana che mai: «Ci hanno detto che si trattava di una decisione dell’amministrazione, escludendo di fatto qualsiasi possibilità di dialogo – accusano dalla Pro loco. E chiosano – Il turismo a Soncino, fino ad oggi, è cresciuto sicuramente non per merito dell’assessore e dell’amministrazione che in questi anni non hanno fatto nulla di concreto per promuovere il nostro borgo».
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