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IL FRONTE DELLA SANITÀ

Nel pieno dell’influenza: «Forma più aggressiva»

La stagione è iniziata in anticipo, tra poco ci sarà il picco. L’Asst: «Massima cautela»

Claudio Barcellari

Email:

cbarcellari@laprovinciacr.it

18 Dicembre 2025 - 05:25

Nel pieno dell’influenza: «Forma più aggressiva»

CREMONA - Sigillati al caldo sotto le coperte, con una montagna di fazzoletti usati sul comodino e il termometro che impazzisce. È stagione. Ma quest’anno, il periodo del virus influenzale è arrivato con un lieve anticipo rispetto allo scorso. E quella che sta circolando ora è una variante più agguerrita. A farne le spese sono, in particolar modo, gli individui più fragili: persone con più di ottant’anni, bambini, soggetti immunodepressi. Per queste categorie di pazienti, avverte l’Asst, la nuova variante comporta sintomatologie anche gravi, da cui è bene tutelarsi. A maggior ragione con l’avvicinarsi delle feste.

Secondo quanto emerge dai dati regionali, il 39,7% dei tamponi effettuati nel corso della prima settimana di dicembre hanno riscontrato la positività al virus influenzale. «Rispetto all’anno scorso i casi di influenza sono aumentati molto rapidamente — spiega Monia Betti, direttore del reparto di pneumologia dell’ospedale Maggiore di Cremona — e l’inizio della stagione dell’influenza è stato piuttosto precoce. La nuova variante che rileviamo nei tamponi dei nostri pazienti è la cosiddetta H3N2». Una variante influenzale che, spiega Betti, «ha causato in diversi pazienti complicanze respiratorie di vario genere: non solo sintomi influenzali, ma anche tosse e mancanza di respiro. Qualche volta abbiamo registrato casi di bronchiolite, un’infiammazione che generalmente non è tipica del virus influenzale». La dottoressa rinnova le raccomandazioni che, ogni anno, sono da tenere ben presenti per scongiurare il contagio o, peggio, il ricovero. «Se ci sono pazienti in casa con l’influenza, è bene fare un tentativo di isolamento, a maggior ragione se si convive con anziani o bambini. È indispensabile, inoltre, mantenere i locali ben areati». E anche se ora, come precisa Betti, «siamo nel pieno dell’epidemia», bisogna ricordarsi che la vaccinazione è sempre l’arma principale con cui combattere l’influenza. E non è troppo tardi, anche se quest’anno il periodo tipicamente vaccinale sta terminando. «È un gesto di responsabilità nei confronti di se stessi e di chi ci sta accanto, che ci permette di difendere i soggetti più fragili. Soprattutto chi soffre di problemi oncologici. Il paziente che ha già una malattia respiratoria cronica è più incline a sviluppare sintomi severi se contrae l’influenza». Ci vuole responsabilità, senza allarmismo. «In questo momento nel mio reparto ci sono 6 pazienti ricoverati su 30 letti. I numeri sono contenuti, ma comunque superiori rispetto a quelli del 2024».

Lo conferma anche Angelo Pan, direttore del reparto di malattie infettive del Maggiore di Cremona. «Le strutture sanitarie sono sotto pressione perché i casi aumentano — chiarisce —. Anche se in questo momento la situazione del nostro ospedale è ancora gestibile, non possiamo prevedere come potrebbe modificarsi nelle prossime settimane». Anche secondo Pan, «la prima indicazione da tener presente è quella di vaccinarsi. Sarebbe stato meglio farlo prima, ma c’è ancora un piccolo margine, perché non abbiamo ancora raggiunto il picco effettivo, che probabilmente si verificherà nelle prossime settimane. La raccomandazione è rivolta in particolare alle persone che hanno più di 60 anni, ma vale per tutti: evitare di rimanere bloccati a casa con la febbre alta è una buona cosa». Tuttavia, «si tenga comunque presente che i virus che attaccano le vie respiratorie sono diversi, e non sempre i sintomi sono riconducibili all’influenza vera e propria». Oltre al vaccino, dunque, ecco i consigli in vista delle Feste: «Le persone più fragili dovrebbero cercare di essere prudenti, sia in casa, se ci sono con famigliari e bambini malati, sia, più in generale, negli spazi chiusi e affollati. Anche la mascherina si può rivelare una risorsa vincente».

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